Sono passate meno di 24 ore dall’annuncio di Amazon, Apple e Google di non voler più ospitare il social network conservatore Parler sui loro server che la piattaforma frequentata dai sostenitori di Donald Trump e alla quale si era iscritto ieri anche Matteo Salvini è stata oscurata.

Il motivo del down del sito è legato proprio all’azione messa in campo dai tre giganti del web nei confronti della piattaforma che ha come obiettivo quello di aggirare la censura che nelle ultime settimane ha colpito in particolar modo il presidente uscente degli Stati Uniti, sospeso a tempo indeterminato per almeno due settimane da Facebook e Instagram e in maniera definitiva da Twitter. Apple, Amazon e Google avevano infatti deciso di rimuovere il sito dai loro server dopo l’assalto di sostenitori del tycoon al Congresso Usa, fomentato da un comizio del magnate e da migliaia di messaggi via social che inneggiavano all’odio e alla presa del Parlamento, così gli amministratori hanno dovuto cercare un nuovo server di web hosting entro domenica sera per evitare che il sito andasse offline. Missione fallita, a quanto pare, visto che adesso il social conservatore risulta inaccessibile.

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