Da casa, da un’altra regione o dal treno, potranno connettersi a Internet ovunque per seguire le lezioni e a pagare sarà l’Ateneo. L’Università Bicocca di Milano ha deciso di regalare ai propri studenti la connessione, riporta Repubblica: entro l’autunno 34mila riceveranno una chiavetta con un abbonamento da 60 giga al mese per seguire tutte le attività messe online dall’Ateneo. “Un piano straordinario Covid” da 8,5 milioni, ha sottolineato la rettrice Giovanna Iannantuoni, messo a punto per colmare le differenze sociali ed economiche che hanno influenzato la didattica degli studenti durante l’emergenza coronavirus.

Il Covid-19 ha costretto l’università a cambiare modalità di lavoro, per mesi studenti e professori hanno dovuto fare le acrobazie per mandare avanti da remoto esami, lezioni e lauree. L’Ateneo milanese, però, pronto a ricominciare le lezioni in forma mista (dal vivo e a distanza) – dopo la pausa estiva potrebbe tornare ad accogliere in aula fino al 50% dei suoi iscritti – ha deciso di non abbandonare le capacità raggiunge durante il lockdown e anzi di sfruttarle: l’abbonamento in regalo gratuito offerto, infatti, non verrà eliminato quando si potrà tornare in aula e la didattica a distanza non sarà più obbligatoria. L’accesso alla rete rimarrà infatti aperto a tutti. “La pandemia ha aumentato le differenze sociali — ha detto la rettrice a Repubblica, Giovanna Iannantuoni — e troppi ragazzi in Italia hanno faticato a rimanere al passo per problemi reali. C’è chi a casa non ha la connessione, chi deve condividere il computer con fratelli o genitori. Un’università pubblica non può far finta di nulla”.

Le lezioni continueranno a rimanere disponibili in rete e continueranno a esserlo anche in futuro, ha sottolineato la rettrice, come aiuto e opportunità in più. In più la Bicocca ha messo a punto anche altri aiuti economici per i più fragili, come voucher da 100 euro per le matricole che devono comprare un pc o un tablet. “La mia non è un’università d’élite e io voglio continuare ad avere studenti di tutte le classi sociali – ha detto la rettrice – Abbiamo ragazzi che sono i primissimi laureati della loro famiglia. Non voglio smettere di accogliere chi ha l’ambizione di crescere, di scommettere su di sé”.

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