di Massimo Arcangeli

Le due disposizioni di seguito riportate sono tratte dall’allegato allo stralcio del verbale della riunione del 28 maggio scorso, svoltasi presso il Dipartimento di Protezione Civile, riguardante le “misure di contenimento del contagio dal virus SARS-CoV-2 nell’ambito del settore scuola per gli istituti di ogni ordine e grado ai fini dell’apertura del prossimo anno scolastico”. L’allegato in questione (“Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico”) è il prodotto conclusivo delle decisioni prese in merito dal Comitato tecnico-scientifico nominato allo scopo dal Ministero della Pubblica Istruzione.

“Negli spazi comuni, aree di ricreazione, corridoi, dovranno essere previsti percorsi che garantiscano il distanziamento tra le persone, limitando gli assembramenti, anche attraverso apposita segnaletica”.

“Anche per la refezione le singole realtà scolastiche dovranno identificare soluzioni organizzative ad hoc che consentano di assicurare il necessario distanziamento attraverso la gestione degli spazi (refettorio o altri locali idonei), dei tempi (turnazioni), e in misura residuale attraverso la fornitura del pasto in ‘lunch box’ per il consumo in classe”.

Viene azzerata ogni forma di socializzazione tra giovani e giovanissimi (non si risparmiano neanche i più piccoli), gli alunni sono distanziati e, in assenza di alternative – refettori capienti e appositi turni –, i genitori saranno costretti a preparare ai loro figli tecnologiche schiscette. Un tempo erano i cestini, ora sono più moderni lunch box (sostituivi del servizio di mensa): igienici contenitori ermetici in plexiglas, a scompartimenti, per il consumo del cibo in aula.

Ai lunch box, nel documento elaborato dal comitato del Miur, si aggiungono le mascherine di protezione (chirurgiche o di comunità), i guanti in nitrile (più resistenti di quelli in lattice) e altri dispositivi di protezione non meglio specificati:

“Gli alunni dovranno indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione, fatte salve le dovute eccezioni (ad es. attività fisica, pausa pasto); si definiscono mascherine di comunità “mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso” come disciplinato dai commi 2 e 3, art. 3 del DPCM 17 maggio 2020. Al riguardo va precisato che, in coerenza con tale norma, ‘non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti'”.

“Per l’assistenza di studenti con disabilità certificata, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dallo studente, potrà essere previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori dispositivi. Nello specifico in questi casi il lavoratore potrà usare unitamente alla mascherina chirurgica, fatto salvo i casi sopra menzionati, guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose”.

“Gli alunni della scuola dell’infanzia NON dovranno indossare la mascherina, come peraltro già previsto per i minori di 6 anni di età. Pertanto, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dall’alunno, potrà essere previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori dispositivi (es. guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose) oltre la consueta mascherina chirurgica”.

Gli alunni (a partire dalla scuola elementare) dovranno dunque indossare la mascherina per tutto il tempo – eccezioni a parte – trascorso a scuola. “Non sono necessari ulteriori dispositivi di protezione”, si precisa nel documento. Si stava forse pensando di far mettere a bambini, ragazzini e adolescenti anche i guanti, una visiera e una tuta protettiva? O magari uno scafandro?

A scuola dovranno portare la mascherina anche gli insegnanti, che non potranno togliersela nemmeno nel far lezione (“La scuola garantirà giornalmente al personale la mascherina chirurgica, che dovrà essere indossata per la permanenza nei locali scolastici”). La possibilità che indossino, nelle situazioni specificate, “guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose”, fa riemergere gli scafandri.

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