Per gli studenti rientrati dalla Cina sarà possibile “una permanenza volontaria fiduciaria a casa sino al completamento del periodo di 14 giorni” e tale assenza da scuola verrà giustificata. Il ministero della Salute ha aggiornato la circolare per le scuole relativa alle indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree della Cina dove è partito il coronavirus. La circolare riguarda i bambini che frequentano i servizi educativi dell’infanzia e gli studenti, fino alla scuola secondaria di secondo grado, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia.

La decisione di prevedere non l’obbligo ma la possibilità facoltativa di rimanere a casa da scuola non è piaciuta a Italia Viva: “Sul coronavirus, i ministri competenti seguano gli scienziati. E se esperti di fama dicono di tenere a casa per qualche giorno alunni di ogni nazionalità rientrati dalla Cina, siano le istituzioni a decidere e non mettano il peso della scelta sulle famiglie. Governare è scegliere”, ha scritto su Twitter la deputata Lisa Noja. Il tweet è stato poi rilanciato dallo stesso leader di Italia viva Matteo Renzi. Intanto esulta il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: “Apprezziamo la decisione del ministero della Salute di aggiornare la circolare per le scuole che recava indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso zone affette dalla Cina. Il buonsenso auspicato da me e dai colleghi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino ha avuto il sopravvento“.

All’inizio della settimana i presidenti di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e il presidente della Provincia Autonoma di Trento avevano scritto una lettera comune al ministero della Salute chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina fosse obbligatoriamente applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. La lettera era stata spedita al ministro Roberto Speranza. “Con questo provvedimento il ministro si dimostra corretto e responsabile, scegliendo la via della tutela della salute e del bene dei cittadini”, ha commentato anche il governatore del Veneto, Luca Zaia.

La circolare del ministero – “Di fronte alla crescita del livello di diffusione del coronavirus 2019-nCoV in Cina – spiega in una nota il ministero – l’aggiornamento della circolare è ispirato, coerentemente con tutti i precedenti provvedimenti del Ministero, al principio di massima precauzione“. Nelle prossime settimane è, infatti, previsto il rientro di studenti che si trovano attualmente in Cina. “La misura di precauzione prevista in questi casi è quella di una sorveglianza attiva, quotidiana, del ‘Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento‘ attivato dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia. Tale monitoraggio consiste nella puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus 2019-nCoV”.

A tal proposito, “fermo restando il diritto inalienabile di bambini e ragazzi, di qualsiasi nazionalità, di frequentare liberamente e regolarmente la scuola in assenza di evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario, in uno spirito di massima precauzione, il Dipartimento favorisce una ‘permanenza volontaria fiduciaria’ a casa sino al completamento del periodo di 14 giorni dalla partenza dalla Cina”. Il ministero dell’Istruzione darà indicazione ai dirigenti scolastici affinché le assenza degli studenti di rientro dalla Cina “siano considerate giustificate“, si legge nel comunicato del ministero della Salute.

Le reazioni dei governatori – “La circolare pone uno scenario nuovo e, finalmente, si può parlare di isolamento fiduciario per quei pochi casi di studenti delle scuole dell’obbligo che arrivano da una permanenza in zone infette da Coronavirus. Ho sentito più volte il Ministro, a lui va riconosciuto che, come noi, sa guardare oltre gli schieramenti politici“, ha commentato il governatore Zaia. “I giovani che possono arrivare da zone infette, dichiarate tali dall’Oms, non sono solo cittadini cinesi – ha proseguito – Possono essere italiani o di qualsiasi altra cittadinanza. È bene che, anche fossero asintomatici, possano essere seguiti dai nostri dipartimenti di prevenzione e servizi sanitari e, logicamente, essere agevolati verso un percorso di isolamento fiduciario per gli indispensabili 14 giorni”, ha concluso il governatore. Il presidente della Lombardia Fontana ha aggiunto: “Ringrazio il ministro Speranza per aver ascoltato le istanze del territorio – ha spiegato il governatore leghista – non lasciandosi condizionare da quei ‘sepolcri imbiancati’ che hanno voluto strumentalizzare la nostra richiesta, mossa dall’unico obiettivo di garantire la massima tutela e precauzione possibile per la salute e incolumità dei nostri bambini e ragazzi”.

“La circolare per le scuole del ministero della Salute, che tra mille contorsioni linguistiche invita di fatto i bambini tornati dalla Cina a restare a casa fino alla certezza che non abbiano contratto il Coronavirus, è un tardivo atto di buonsenso. Avevo posto il problema già nel vertice di lunedì scorso a Palazzo Chigi, così come avevano fatto i governatori del nord, ma per alcuni giorni ha prevalso la demagogia. Era chiaro fin dall’inizio che una misura del genere era necessaria non certo per ghettizzare la comunità cinese, ma per affermare quel principio di massima precauzione a cui ora fa riferimento il ministero della Salute”, ha dichiarato Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

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