Nylon, ma anche microplastiche e altri materiali. È quanto trovato da alcuni pescatori nello stomaco di una spigola. Un pesce, come spiega la Onlus della Sardegna, Seame, “predatore” che si nutre di “invertebrati come crostacei, molluschi e da adulta soprattutto di pesci” e che proprio per questo può “scambiare i frammenti di plastica per le prede”. Le immagini mostrano un uomo, probabilmente un pescatore, che in spagnolo spiega, pulendolo e mostrando il contenuto, quanto trovato dentro al pesce. “Gli effetti delle microplastiche sulla salute dell’uomo sono ancora da determinare. Nel frattempo, però, questi frammenti continuano a inquinare i nostri mari, uccidere animali ed entrare nella nostra catena alimentare. Ferma l’inquinamento da plastica!”, è l’appello lanciato da Marevivo onlus, l’associazione che per prima ha condiviso le immagini su Facebook.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Malpensa, il progetto del collegamento treno con Gallarate è una minaccia al parco del Ticino

next
Articolo Successivo

Incendi in Australia, danni incalcolabili per la biodiversità e per l’uomo: ecco cosa bisogna precisare su arresti, foto e animali uccisi

next