“Come dice l’Istituto Superiore di Sanità, non c’è evidenza del fatto che le onde radio, e in particolare quelle dei telefonini che sono a potenza estremamente bassa ed enormemente inferiore a quelle delle vecchie televisioni, siano associate a rischi di tumori. Io consiglierei a tutti di far riferimento all’Iss, organo autorevole in Italia per salvaguardare la nostra salute, col suo sommario di dati e di evidenze epidemiologiche anche sperimentali”. Sono le parole di Carlo La Vecchia, professore ordinario di Statistica Medica ed epidemiologica all’Università degli Studi di Milano e ricercatore AIRC, intervistato da Sonia Martina per Radio Radicale.

Lo studioso commenta la sentenza della Corte d’Appello di Torino, che, a sua volta, conferma il pronunciamento del 2017 fatto dal Tribunale di Ivrea: vi sarebbe, cioè, un nesso ‘causale’, o quantomeno ‘concausale’, tra il neurinoma del nervo acustico che ha colpito un ex dipendente Telecom e l’abuso del cellulare.
“Il caso specifico è un tumore benigno del nervo acustico – spiega La Vecchia – Ovviamente su questo raro tumore benigno ci sono meno dati rispetto al complesso di quelli riguardanti i tumori cerebrali, ma i dati esistenti, che derivano dallo stesso grande studio epidemiologico internazionale Interphone, promosso dall’Organizzazione mondiale della Sanità, sono rassicuranti. Non c’è cioè associazione tra uso di telefonini e rischio di neurinoma del nervo acustico. Questo è lo stato delle conoscenze epidemiologiche scientifiche”.

La Vecchia puntualizza: “Agli ascoltatori possiamo dare un messaggio largamente rassicurante. Il problema di spiegare la sentenza è complesso, perché bisogna andare a fondo nelle motivazioni. Il punto è che nella sentenza civile si ritiene “probabile” un’associazione, mentre, ad esempio, l’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro nel 2012 l’aveva ritenuta “possibile” ma non “probabile”. E’ su questa terminologia – continua – che si gioca la questione specifica che però io non ritengo particolarmente importante. Il messaggio è che spesso in Italia il parere esperto di un’autorevole fonte pubblica nazionale, visto che dietro alla presa di posizione della Iss c’erano i maggiori esperti italiani del settore, non viene considerato. Questo non avviene negli Stati Uniti. In Italia abbiamo questo problema per cui le fonti più autorevoli deputate alla nostra salute e alla nostra sicurezza spesso non vengano ascoltate”.

Il docente chiosa: “Nelle perizie sono citati esperimenti sugli animali? Anche per gli animali i risultati su un eventuale nesso sono essenzialmente negativi. Quando la potenza era molto alta, cioè prima dell’avvento del Gsm, intorno al ’95, nella vecchia rete cellulare analogica vi era la possibilità di misurare un minimo aumento di temperatura nelle aree cerebrali. Ma oggi questo non accade più, perché la potenza delle onde radio è enormemente diminuita. Quindi, questo è un altro fattore rassicurante: i cellulari dgli ultimi 20 anni hanno potenze estremamente più basse“.

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