Inchiesta su fondi russi per la Lega? Sembra un film di spionaggio. Alla fine la sostanza qual è? Zero. E’ tutto abbastanza imbarazzante, laddove poi c’è il nulla sotto. Quindi, va presa per quella che è: una bolla estiva. Fa caldo. Ci sono un provincialismo tutto italiano e un certo masochismo che monta all’inverosimile la cosa. Ma al netto del solito atteggiamento masochistico, non c’è proprio niente”. E’ il commento espresso ai microfoni di “24 Mattino” (Radio24) dal viceministro leghista dell’Economia, Massimo Garavaglia, sulla vicenda dei fondi russi alla Lega.

E aggiunge: “Zingaretti dice che non darà tregua a Salvini finché non riferirà alle Camere? Ah, beh, in effetti vedo Salvini molto preoccupato della questione. E’ normale che l’opposizione faccia l’opposizione, ci mancherebbe altro. Però ci deve essere anche una logica. Descalzi dell’Eni non mi sembra che sia un uomo organico alla Lega. Ma qualcuno pensa veramente che era possibile una cosa simile? Siamo oltre la fantascienza. Ecco perché penso che questo caso sia abbastanza paradossale. Poi deciderà Salvini su cosa farà in merito a questa vicenda, ma mi pare che si sia espresso in modo molto chiaro”.
Garavaglia, accusato di turbativa d’asta in un processo di cui è attesa la sentenza mercoledì, si pronuncia anche sul suo caso: “Deciderò dopo la sentenza. Perché devo farmi del male aggratis? Io sono sempre ottimista“.

Riguardo alle tensioni tra M5s e Lega, il politico del Carroccio osserva: “Il governo andrà avanti? Onestamente è difficile dirlo. Dipende dalla buona volontà di tutti. Salvini ci mette tanta buona volontà, visto che ieri abbiamo fatto sei ore di lavoro intenso senza fermarci un minuto nell’ottica di fare delle cose e possibilmente bene. Bisogna capire se questo caos prima o poi finisce o prosegue in questo modo. E’ chiaro che se questa continua situazione di tensione non termina, è più difficile andare avanti – prosegue – La polemica sull’incontro di ieri con le parti sociali è montata sul nulla. Ci mancherebbe che un partito che sfiora il 40% non possa fare un punto su una manovra così delicata e complicata, come quella che ci aspetta in autunno. Onestamente mi hanno stupito queste reazioni che hanno avuto solo il simpatico effetto di dare il massimo risalto all’incontro di Salvini”.

Circa l’ipotesi di un futuro governo targato Pd-M5s, Garavaglia è tranchant: “La politica è l’arte dell’impossibile, ma qui veramente saremmo vicini all’impossibile. Un governo Pd-5stelle, con un Pd fatto in maggioranza di esponenti renziani, e magari sostenuto, perché no, da Forza ItaliaSe si vogliono mettere due dita negli occhi al popolo, è la soluzione giusta“.

Commento finale all’incontro di ieri con le parti sociali al Viminale: “La presenza di Armando Siri non era una provocazione nei confronti del M5s. Lo sa tutto il mondo che Siri ha sempre portato avanti la questione della flat tax con questa impostazione sul reddito familiare. Quindi, era ovvio e normale che ci fosse lui a spiegarla. E’ talmente banale. Devo dire, però, che mi ha stupito molto la posizione nettissima e plateale delle parti sociali sullo sblocco delle opere e sul salario minimo. Sinceramente un muro contro così sul salario minimo non me lo aspettavo proprio. Se si tratta di un salario minimo minimo, allora ha un senso perché va a scoprire le fasce residuali non coperte dalla contrattazione collettiva. E quindi in questo caso un minimo dignitoso va bene. Altrimenti diventa salario massimo”.

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