Assediato dalle opposizioni e pressato dagli alleati di governo sulle richieste di chiarimento sul caso dei fondi dalla Russia, pure sconfessato da Palazzo Chigi sull’invito a Gianluca Savoini alla cena con Putin, Matteo Salvini prova a cambiar tema invitando al Viminale oltre 40 sigle e parti sociali, per un primo confronto in vista della prossima manovra. Un incontro già preannunciato negli scorsi giorni e fonte di attrito con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che aveva chiarito come di legge di bilancio si dovesse “parlare nelle sedi istituzionali”. Non a caso, Salvini, ora si difende dall’accusa di un’ ‘invasione di campo’: “Senza togliere lavoro nessuno, e senza volersi sostituire a nessuno è nostro dovere raccogliere i suggerimenti di chi produce in Italia”. Eppure, in un primo punto stampa (ma senza possibilità di fare domande), Salvini a tutto campo punge e provoca i 5 Stelle, dal Tav e i cantieri, passando per i rifiuti, fino alle Autonomie e una pace fiscale bis. “Surreale che il Comune di Roma si stia attrezzando per portare un po’ di rifiuti in Emilia Romagna, in Germania, Svezia. Solo in Italia, per un ‘no’ pregiudiziale, non sono valorizzati i rifiuti. Su questo occorre ragionare con i 5 Stelle affinché anche l’Italia abbia dalla valorizzazione dei rifiuti una risorsa”, rivendica.

E ancora: “Tutti ci chiedono di accelerare sull’autonomia. E di sbloccare i cantieri, non soltanto il Tav“. Ma non solo. Salvini provoca il M5s pure sul salario minimo:  “Occorre prima ridurre la pressione fiscale e burocratica a chi i salari li paga”, ha attaccato. Tutti temi sul quale le distanze tra gli alleati di governo sono ampie. E il leader del Carroccio avverte e torna a minacciare: “Vogliamo una manovra economica fondata sui ‘sì’, sulla fiducia, sullo sblocco dei cantieri. Qualsiasi tipo di blocco non è più accettabile, né sarà accettato”.

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