Il M5s vuole una commissione di inchiesta su fondi ai partiti. Il Pd gli chiede di presentarsi in Aula a riferire sul caso e anche Giuseppe Conte ritiene sia la strada giusta. Matteo Salvini continua a tenersi lontano dal fuoco, dal caso della trattativa condotta da Gianluca Savoini sui presunti 65 milioni che dalla Russia sarebbero dovuti arrivare alla Lega prima delle europee del 26 maggio.

“Non c’è nulla su cui possa essere coinvolto, mi occupo di vita reale, di problemi veri”, ha commentato il leader della Lega, che questa mattina era a Genova per la firma del protocollo di destinazione al Comune di beni confiscati alla mafia. Riferire in Senato sul “Russiagate” in salsa leghista? “Fa parte del mio lavoro andare in Parlamento – ha detto Salvini – Ci vado ogni settimana per i question time, rispondo a domande su mafia, droga e Comuni, a quello che mi chiedono rispondo. Da dieci giorni qualcuno parla del nulla, ma ognuno usa il suo tempo come vuole”. E Savoini? “Lo conosco da 25 anni, dai tempi dell’Università Statale di Milano. L’ho sempre ritenuto una persona corretta e fino a prova contraria continuerò a ritenerlo persona corretta. Punto”.

Ma l’alleato di governo non molla di un millimetro. “Se riportiamo il dibattito dentro il Parlamento è sempre qualcosa di positivo e di giusto”, ha detto il presidente della Camera Roberto Fico parlando della richiesta al vicepremier di riferire in Aula. “Quella è la strada più giusta. Ho informato – ha aggiunto – il ministro Fraccaro, poi vedremo”. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento conferma: “Ho inoltrato la richiesta al ministro Salvini e adesso aspettiamo la risposta. Poi la dovrò comunicare al presidente della Camera”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Luigi Di Maio: “Chi vuole incontrare le parti sociali può farlo, ma quello che mi dà noia è che lo si faccia per sviare da una questione più grande, quella di un vice primo ministro che, secondo me, deve andare a riferire in Parlamento sulla questione Russia”, ha detto il capo politico del Movimento 5 stelle a Bologna, dove è giunto per l’inaugurazione del nuovo Hub Logistico di Sda Express Courier, società del Gruppo Poste Italiane.

“Io sono sicuro che ci andrà – prosegue Di Maio – e così ci darà anche modo come maggioranza di difenderlo. Ma quando un Parlamento chiama è giusto che un premier, un vicepremier, un sottosegretario risponda, soprattutto se si pensa di essere strumentalizzati ben venga un chiarimento in Parlamento. Perché quella è l’occasione per chiarirsi non davanti ai parlamentari ma agli italiani. Io penso che più ci si negherà di come sono andati i fatti e più se ne parlerà, e noi dobbiamo occuparci di altro, non possiamo passare il tempo a parlare di un caso che la Lega considera un fuoco di paglia”.

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