“Basta cercare le responsabilità, dobbiamo guardare avanti. Abbiamo trovato soluzioni”. Così il ministro all’Ambiente, Sergio Costa, al termine del vertice al Ministero con la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. Dopo giorni di tensioni e polemiche incrociate, ora i vari enti cercano un’azione comune. Ma, come precisa Costa, “in attesa di nuovi impianti”, la soluzione di medio termine sarà quella di “negoziare con Paesi stranieri dell’Ue per poter conferire i rifiuti in surplus”. Una soluzione però che servirà soltanto a coprire l’emergenza: “Questa è una soluzione che serve per arrivare alla realizzazione degli impianti. Altrimenti inseguiremmo sempre, a costi eccessivi, una criticità spostandola sull’estero”.
“Se nuovi impianti saranno dei Tmb? Ma pensiamo al compostaggio, quanto è importante. Sull’indifferenziato a Roma si sta facendo un gran lavoro per renderlo differenziato. Diamo il tempo di farlo: soluzione alla criticità, medio termine, lungo termine. Tutto disegnato”, ha aggiunto il ministro.
L’ordinanza sta dando i suoi effetti nelle ultime 48 ore. Se continuiamo così sono convinto che con il cambio di rotta si vedranno con risultati presto percepibili. Già oggi la gran parte dei siti definiti a rischio è stata ripulita, quella vicino ai luoghi sensibili. Con due riunioni tecniche a settimana monitoreremo la situazione affinché il lavoro vada avanti fino alla pulizia completa”, ha rivendicato il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Ma non basteranno sette giorni, come previsto dall’ordinanza regionaleper ripulire Roma:“L’importante è che ora esistono tutte le disponibilità degli impianti ed esiste la volontà di Ama, con gli sforzi che sta facendo, di voltare pagina”, ha tagliato corto il presidente della regione Lazio. Da Raggi, invece, pure un appello ai romani: “Obiettivo primario è pulire la città, ma solo con la raccolta differenziata si può risolvere il problema. Ciascuno di noi faccia la propria parte”.

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