“La diversità biologica è vitale per la salute e il benessere umano. Esorto tutti – governi, imprese e società civile – a intraprendere azioni urgenti per proteggere e gestire in modo sostenibile la fragile e vitale rete della vita sul nostro unico ed unico pianeta”. Con questa frase il segretario generale dell’Onu, il portoghese Antonio Guterres, ha lanciato online la campagna per la Giornata Mondiale della Biodiversità, festeggiata, dalla sua istituzione nel 2000, il 22 maggio di ogni anno. Secondo le stime dell’ultimo rapporto della piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi, sono circa un milione le specie a rischio estinzione, tra animali e piante. A causarne la scomparsa sono soprattutto i comportamenti dell’uomo e i cambiamenti climatici. Una perdita che, però, non tocca solo le specie che si stanno estinguendo, ma anche l’essere umano in prima persona. La perdita di biodiversità lede gli equilibri degli ecosistemi, può favorire il progresso di patogeni e promuovere la diffusione di malattie, mina la sicurezza alimentare e riduce la varietà di nutrienti a disposizione per l’uomo, ci rende più esposti a disastri naturali e meno adattabili ai cambiamenti climatici. La biodiversità continua a essere in declino in tutte le regioni del mondo, e l’Italia non è esente. Dall’abete delle Nebrodi, all’Orso bruno, fino all’ultimo allarme della Coldiretti sulle varietà di frutta, ridotte drasticamente rispetto al secolo scorso. Ma vediamo le dieci specie più a rischio.

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