La Fondazione Marconi dedica una retrospettiva a uno dei maggiori rappresentati dell’arte milanese Emilio Tadini, scomparso nel 2002. Intellettuale raffinato e a tutto tondo, Tadini viene raccontato dalla Fondazione per la terza volta attraverso una ricca retrospettiva che, questa volta, si concentra sulla produzione pittorica realizzata dal 1967 al 1972. Una sorta di “registrazione per immagini” dei suoi esordi: dai cicli di Vita di Voltaire fino ad Archeologia. Un mondo popolato da strani personaggi, immersi in spazi dai confini non definiti, ricchi di oggetti bizzarri e dal forte richiamo evocativo: trascrizioni a tinte tenui di flussi mentali incerti e zone semibuie della coscienza.

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