Come ogni anno la Fondazione Trussardi svela o invita a riscoprire parti peculiari della città attraverso il lavoro di importanti artisti internazionali. Sotto la cura di Massimiliano Gioni e il supporto di Beatrice Trussardi, presidente della Fondazione, quest’anno è stato scelto l’artista ghanese Ibrahim Mahama che con i suoi teli di juta ha rivestito interamente i caselli daziari di Porta Venezia. Intenzionalmente stravolti nella loro identità architettonica, i due edifici si fanno così simbolo di una soglia altra: confine di demarcazione e congiunzione tra la nostra identità e il mondo esterno. Come precisa Massimiliano Gioni: “L’opera di Mahama si confronta da sempre con temi che i due caselli daziari incapsulano nella loro architettura…Impacchettare le Porte di Milano significa anche inevitabilmente parlare di confini e di identità, di ciò che definisce il sé, la nazione, e l’altro. Temi quanto mai urgenti in Italia”.

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