Oltre a Paolo Gentiloni che sfiora il 42%, vengono confermati anche alcuni dei più vicini al segretario Matteo Renzi (anche lui conquista il seggio uninominale), da Maria Elena Boschi a Luca Lotti, mentre non ce la fanno né la titolare della Difesa, Roberta Pinotti né il ministro dell’Interno Marco Minniti (poi ripescato al proporzionale), che arriva terzo a Pesaro dietro al pentastellato Andrea Cecconi al centro dello scandalo ‘Rimborsopoli’ e già allontanato dal M5s, e all’esponente del centrodestra Anna Maria Renzoni Bezzicherri. Tra i ‘bocciati’ nella sfida del maggioritario anche il ministro della Cultura Dario Franceschini, che perde nella sua Ferrara (e che però viene ripescato al proporzionale), e il ministro del Mezzogiorno Claudio De Vincenti, ‘catapultato’ a Sassuolo dopo la rinuncia di Gianni Cuperlo e arrivato solo terzo, così come la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Male anche la vice-ministra dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, che aveva il compito di sfidare Massimo D’Alema a Nardò: entrambi sono andati lontanissimo dalla vittoria, conquistata dalla senatrice M5s Barbara Lezzi. “Parte della mia Terra era definita il granaio della destra. Un’altra parte, invece, era il feudo della sinistra. Ora è libera ed ha scelto il coraggio della buona politica. Testa bassa e molto lavoro”, ha commentato la parlamentare dopo la rielezione. Tra gli altri big del partito che hanno perso i testa a testa ci sono Matteo Orfini, sconfitto dall’esponente del centrodestra Barbara Mannucci, e Stefano Esposito a Torino. Il senatore dem ha annunciato: “La pratica di scaricare le responsabilità su altri non mi appartiene. Con queste elezioni si chiude il mio impegno politico a tempo pieno”. 

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