Pierfrancesco Favino 6

Si è (come si dice con un’espressione orrenda) messo in gioco. Ha ballato, cantato e presentato. Ha fatto tutto bene, senza sbagliare mai. Unico neo: non riesce a levarsi di dosso l’aria da sincero democratico, rassicurante, tipo spot della pasta Barilla, tipo “a casa tutti bene”. Uno che non dice e non fa mai niente fuori posto. Nessuna sorpresa, nessun mistero: del resto si fa ancora chiamare Picchio.  Ma è strano perché nel mazzo è quello con lo sguardo più sveglio.

INDIETRO

Sanremo 2018, le pagelle di Silvia Truzzi: Virginia Raffaele, la più bella pagina del Festival (dopo Fiorello)

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

C'era una volta la Sinistra

di Antonio Padellaro e Silvia Truzzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Sanremo 2018, Michelle Hunziker veste Trussardi e sui social piovono critiche. Miccio: “Spero che si lamenti con suo marito”

next
Articolo Successivo

Sanremo 2018, nella terza serata (quasi) tutti cantano e pure bene. Il BaglionOne di Favino è un flop

next