Una grande insegna di un sexy shop accanto alla lapide che ricorda la morte di Giuseppe Fava, il giornalista e scrittore ucciso da Cosa nostra a Catania il 5 gennaio del 1984. Ad accorgersi della novità, alcuni mesi fa, era stata Francesca, nipote di Pippo, figlia di Elena Fava, che ha parlato col titolare del negozio. “È un ragazzo – spiega – e lui non soltanto è stato disponibilissimo ad oscurare l’ingresso del sexy shop, ma ci ha anche detto che Pippo Fava merita una targa con la sua storia. Per noi è bastato che le luci del negozio restassero spente nell’ora della commemorazione, e così è stato”. Poi Francesca la butta sull’ironia: “Mio nonno da lassù forse si sta facendo quattro risate…”.

Davanti alla lapide c’è soltanto un mazzo di rose portate dal figlio di Pippo Fava, Claudio. “Per molti anni i fiori e la Corona del Comune – spiega l’assessore alla Legalità, Rosario D’Agata – puntualmente sparivano e allora dallo scorso anno abbiamo deciso di fare qualcosa di più concreto. Abbiamo portato la musica in via Pippo Fava e abbiamo donato strumenti musicali ai ragazzini delle scuole che operano nei quartieri difficili”.

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Omicidio Mattarella, quei pezzi mancanti e la verità che aspetta ancora giustizia

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