Invettiva torrenziale dell’ex generale Antonio Pappalardo ai microfoni di Ecg Regione (Radio Cusano Campus). Il leader del Movimento Liberazione Italia racconta l’ormai celebre rissa sfiorata con Vittorio Di Battista, padre del deputato pentastellato: “Tutto è cominciato il giorno prima, quando noi del movimento eravamo in piazza per chiedere ai parlamentari abusivi di uscire. Eravamo circa un migliaio. Abbiamo visto arrivare Alessandro Di Battista. Gioia infinita. Lo abbiamo applaudito, gli abbiamo detto: ‘Bravo, bravo, complimenti’. Ma quando costui ha cominciato a dire che non usciva dal Parlamento perché voleva bloccare il Rosatellum, siccome noi non abbiamo l’anello al naso e non ci facciamo prendere in giro, naturalmente i ragazzi hanno cominciato a urlare. Hanno capito che era una presa per i fondelli e hanno detto a Di Battista: ‘Cialtrone, ma chi credi di prendere in giro?’. Così Di Battista è scappato”. E continua: “Il giorno dopo in piazza non c’eravamo solo noi, ma anche il M5s. Loro dicevano i soliti slogan, noi ribadivamo che gli abusivi dovevano andarsene. A un certo punto, è arrivata la notizia che era stato arrestato da attivisti del Mli il deputato Pd Ettore Rosato. Ovviamente non è stato arrestato con le manette, mica abbiamo le manette. Noi facciamo il popolo. Quindi, il popolo lo ha bloccato, gli hanno contestato il reato, come richiesto dalla procedura. E poi hanno consegnato il verbale dell’arresto di Rosato ai carabinieri. Io ho dato la notizia alla piazza” – prosegue – “e un gruppo di facinorosi, fascisti, violenti, mascalzoni del M5S si è avventato contro di me per picchiarmi. E il padre fascistone al 200% di Di Battista mi ha tirato le monete in faccia. Una cosa vergognosa. Mi hanno difeso i miei e il commissario che mi ha detto: ‘Generale, ma non vede che sono fascisti e violenti?’”. Pappalardo lancia un appello al M5S: “Il popolo di questo movimento è genuino, libero, pulito e sovrano. Signori, cari amici, i vostri parlamentari sono costretti a non uscire da Grillo e da Casaleggio. Popolo, buttateli fuori! Guardate, per esempio, Roma” – spiega – “Hanno preso la Raggi e l’hanno buttata nella monnezza. E ha fatto la fine che ha fatto. La Raggi è una bravissima signora, una brava ragazza. La colpa è di Grillo e company. Mascalzoni, come potete buttare una brava ragazza là in mezzo a questi cialtroni? Magari la Raggi scaricasse Grillo! Andrei ad abbracciarla immediatamente e, come generale dei carabinieri, le darei una onorificenza speciale. Ce la inventiamo. La Raggi è una brava figliola”. Il leader del Mli poi annuncia di aver dato ordine affinché venga annullato il suo vitalizio dal 1 novembre e precisa: “Io non sono un dittatore, ma un uomo democratico. Le forze dell’ordine, però, sono scocciate di questi signori abusivi nel Parlamento. Parlando coi commissari e con gli ufficiali dei carabinieri, so che si sono rotti le scatole. Che cosa chiedono loro, anche se non lo dicono apertamente perché non lo possono fare? Chiedono che il popolo massicciamente vada in Parlamento e dica a quei signori di andare via. Se una cosa del genere fosse successa in Romania avrebbero bruciato il Parlamento. Milioni di persone in Romania sono state fuori dal Parlamento finché non sono stati tutti cacciati via. Noi stiamo facendo una battaglia, perché i parlamentari sono abusivi, ladri e delinquenti