Il problema della mancata inclusione scolastica non riguarda solo la scuola primaria e secondaria. Situazioni critiche sono presenti anche nelle scuole dell’infanzia. Margherita Guerra ha 35 anni e vive a Barletta. La sua formazione è stata segnata dal Diploma magistrale abilitante conseguito nel 1999/2000, Laurea Triennale e Specialistica in Scienze Biosanitarie. L’amore di Margherita per l’insegnamento e soprattutto per i bambini con alcune difficoltà l’ha portata ad iscriversi nel 2015 al Tirocinio formativo attivo presso l’Università degli studi di Bari. A Barletta svolge la professione di insegnante di sostegno infanzia come precaria. Poi, come tante sue colleghe, ha deciso di partecipare al Concorso scuola 2016 per la classe “Infanzia posto comune” e “Infanzia sostegno”. Studia tantissimo perché si rende conto di poter raggiungere il traguardo tanto desiderato. “Mi sono preparata con molto impegno alle prove cercando di conciliare al meglio studio-lavoro-famiglia, dato che ho due bambine di cui una di soli 20 mesi”. Guerra ha superato sia la prova scritta che quella orale risultando idonea in entrambi i test.

“La graduatoria ‘Infanzia sostegno’ ha incluso 124 idonei, in una graduatoria di sole 18 persone”. Gli idonei sono tutti quei candidati che hanno superato le prove del concorso ma che non sono considerati vincitori e quindi non assumibili. “La grande gioia del superamento del concorso è stata seguita dalla delusione, dato che io insieme agli oltre 100 idonei non siamo presenti in nessuna graduatoria, risultando così dei docenti fantasma“. In più solo pochi posti sono stati assegnati alle Graduatorie di merito, il restante dei posti sono stati affidati a insegnanti in Graduatorie ad esaurimento, anche privi della specializzazione sul sostegno, con “grande amarezza e frustrazione” da parte di Margherita. “Ho visto tutti i miei sacrifici buttati al vento, un concorso superato inutilmente… perché escludere da qualunque graduatoria gli idonei del concorso ‘Infanzia sostegno’? Questa domanda rimarrà senza risposta, nel frattempo noi insegnanti idonei fantasma rimarremo dei supplenti costretti a cambiare scuola ogni anno e a farne le spese saranno quei poveri bambini che non potranno avere una continuità didattica”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Note a scuola, aboliamole. Oppure diamole ai maestri che le usano

next
Articolo Successivo

Bologna, 100 docenti contro lo stop alle supplenze per i primi giorni di assenza degli insegnanti titolari: “Abolire norma”

next