La Biennale “Viva Arte Viva”
“Viva Arte Viva” è il titolo, augurio, che Christine Macel ha scelto per la sua Biennale. Un’esposizione che offre una visione riqualificante ed entusiastica della realtà e si contrappone alle versioni più sinistre di altre biennali concomitanti. Ai 120 artisti provenienti da 51 paesi offre una posizione centrale ponendo l’interrogativo su cosa questo ruolo comporti oggi. Colloca le opere in un percorso esperienziale di nove Trans-Padiglioni, dal centrale ai Giardini intitolato “Pavilion of Artists and Books” fino al “Pavilion of Time and Infinity” all’Arsenale. Come i capitoli di un libro le opere esposte contribuiscono a generare un racconto di suggestioni attraverso temi quali il colore, il dionisiaco, lo sciamanesimo e le tradizioni. Un’edizione controcorrente e viva che offre persino la possibilità di pranzare, prenotandosi ogni weekend, con artisti come Kiki Smith o Olafur Eliasson in una sezione intitolata “Open Table”, di seguire ogni performance della kermesse in streaming sul sito ufficiale e scoprire i gusti letterali dei protagonisti nel Padiglione del Libro di James Stirling ai Giardini.

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