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La Lega Nord attacca ancora Kyenge: “Aboliamo il ministero dell’Integrazione”

Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Lombarda, dalla sua pagina facebook definisce il dicastero per l'Integrazione "un ente inutile, costoso, fabbrica dell'ipocrisia". E lancia l'idea di un referendum per abolirlo. Ieri Kyenge era tornata a chiedere un intervento di Maroni: "Doveva prendere posizione, non si è comportato da vero capo"
La Lega Nord attacca ancora Kyenge: “Aboliamo il ministero dell’Integrazione”
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Lega Nord – Kyenge, lo scontro continua. Dopo settimane caratterizzate da insulti, scuse mancate (come quelle del leader del Carroccio, Roberto Maroni) e arrivate (dal sindaco di Verona, Flavio Tosi), oggi a muovere all’attacco del ministro dell’Integrazione è Matteo Salvini, che dalla sua pagina Facebook lancia una proposta shock: eliminare il dicastero di cui Cecile Kyenge è titolare. “Ministero dell’Integrazione: un ente inutile, costoso, una fabbrica dell’ipocrisia”, scrive il Segretario nazionale della Lega lombarda. Che poi suggerisce l’idea di una raccolta firme: “Secondo voi la Lega trova 500.000 cittadini pronti a firmare un referendum che abolisca questo Ministero?”.

Non è la prima volta, del resto, che Salvini rilascia dure dichiarazioni nei confronti del ministro Kyenge. Lo scorso maggio, all’indomani della strage provocata a Milano dal ghanese Kabobo, l’europarlamentare leghista aveva sostenuto che le politiche del ministro sono “una promessa d’impunità e istigano a delinquere“. 

Ieri, invece, Cecile Kyenge era tornata sugli insulti ricevuti da esponenti della Lega. Ribadendo quanto già sostenuto negli ultimi giorni: bene le scuse arrivate da alcuni dirigenti del partito, ma il segretario Maroni avrebbe dovuto prendere posizione in prima persona. “Non bastano più i messaggi di solidarietà, serve una presa di coscienza e la Lega deve fare questo passo. Maroni non ha preso posizione non ha fatto quello che dovrebbe fare un capo“, ha detto il ministro.

Ieri, comunque, anche il leader carismatico del Carroccio, Umberto Bossi, aveva fatto un gesto di distensione nei confronti del ministro, con una parziale ammissione: “La Kyenge è stata sicuramente trattata male” ma – ha precisato – “non sono d’accordo che voglia dare il via allo ius soli, un imbroglio che non esiste in nessun paese europeo”. “Se il ministro Kyenge accettasse di partecipare alla festa della Lega – ha osservato Bossi – le stringerei la mano”. Da registrare, però, anche l’ennesima uscita offensiva e discriminatoria nei confronti del ministro: Giuseppe Fornoni, assessore leghista allo Sport di Lograto, in provincia di Bresca, sulla sua pagina Facebook aveva apostrofato la Kyenge scrivendo “vaff… musulmana di m…”.

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