Una stretta di mano dopo settimane di attacchi da parte della Lega e il rifiuto del ministro di partecipare alla festa del Carroccio a Cervia. Il sindaco di Verona e vice segretario federale della Lega Nord Flavio Tosi ha iniziato così l’incontro con Cecile Kyenge che si è concluso con pubbliche scuse per gli insulti a lei diretti da alcuni esponenti leghisti. Una ‘tregua’ nei tempestosi rapporti tra il ministro e il Carroccio che la Kyenge ha apprezzato, pur tenendo a precisare che si è trattato di un incontro “istituzionale” e “non politico”, e che attende ancora, non solo lei ma tutto “il Paese”, una parola da Roberto Maroni

Domenica il ministro era a Verona per inaugurare un corso post-universitario di geostrategia africana. Ad attenderla, due presidi di protesta, uno di Forza Nuova e l’altro della Lega, ai quali hanno partecipato anche una ventina di skinhead, contro le politiche migratorie da lei sostenute. Imponente la presenza di forze dell’ordine, nessun incidente. A villa Buri, il sindaco Tosi ha accolto il ministro con un sorriso e una stretta di mano. Poi, dopo il discorso ufficiale, il primo cittadino si è rivolto direttamente al ministro porgendole le scuse, sue ma non solo, per le offese che le erano state rivolte da alcuni esponenti leghisti e che avevano indotto lo stesso ministro a declinare l’invito alla festa del Carroccio in Romagna.

“Le porgo le mie scuse – ha detto – se qualcuno della mia parte politica l’ha offesa e se qualcuno non le ha fatte, fermo restando che in democrazia si possono avere idee diverse, ma il rispetto come ministro e soprattutto come persona e come donna è una cosa dovuta”. Il ministro Kyenge, ha poi “ringraziato il sindaco per le sue parole”, ribadendo, a margine dell’appuntamento, le posizioni già espresse sull’argomento. “Dialogo con tutti – ha detto -. L’importante, e l’ho messo in chiaro fin dall’inizio, è che ci sia rispetto per la persona. E quando si verificheranno queste condizioni credo che non ci sia alcun problema a confrontarmi”. “Credo – ha aggiunto il ministro – che ogni partito politico, ogni gruppo, porta avanti le proprie idee, il proprio modo di fare politica. Ma credo che fare politica vuol dire andare verso il dialogo e non verso la contrapposizione che a volte può essere sterile”.

Tosi prova a smorzare i toni: “Tra il segretario Roberto Maroni e il ministro Cecile Kyenge non c’è stata una polemica aspra. C’è stato qualcuno che nella Lega Nord, in maniera stupida, ha sbagliato insultando il ministro. E la Lega ha preso provvedimenti”. Ha quindi auspicato un confronto “sui contenuti”, che eviti “polemiche inutili che tanto non servono a nulla né agli italiani, né agli stranieri, né al Paese”. “Il messaggio del sindaco di Tosi ha la sua importanza – ha affermato il ministro in serata – ma sappiamo anche che importanza ha il messaggio di un leader politico, di un partito politico”. Ha poi ricordato di aver subito “tre mesi di attacchi” e che per questo aveva chiesto un’azione al segretario Roberto Maroni, “al leader, al capo della Lega, per porgli fine, per smarcare anche tutte le persone che negli ultimi tempi” l’hanno bersagliata di offese. “Il messaggio non è arrivato e quindi – ha ricordato – ho lasciato una sedia vuota all’iniziativa della Lega”. “È vero – ha concluso – io aspettavo una dichiarazione di Maroni. E non sarà più una dichiarazione che aspetto io ma che il Paese aspetta”.