Il mondo FQ

Grazia a Nicole Minetti, la procura generale: “Per ora non ci sono elementi per cambiare il parere”

Le verifiche, viene sottolineato, stanno proseguendo e si attendono altri approfondimenti. L'ex compagno della madre naturale: "Andò a trovare il bambino, ma la cacciavano via"
Grazia a Nicole Minetti, la procura generale: “Per ora non ci sono elementi per cambiare il parere”
Icona dei commenti Commenti

L’esito dei primi accertamenti in corso, anche in Uruguay e in Spagna, non ha portato a elementi nuovi tali da ribaltare il quadro e dare parere negativo alla grazia a Nicole Minetti. È il punto, ancora interlocutorio, al quale è arrivata la Procura generale di Milano dopo le verifiche dell’Interpol nell’istruttoria supplementare richiesta dal ministero della Giustizia, su input del Quirinale, in seguito alle notizie raccolte da Il Fatto Quotidiano. Le verifiche, viene sottolineato, stanno tuttavia proseguendo e i magistrati milanesi attendono ancora degli approfondimenti per i prossimi giorni.

Gli accertamenti ruotano sostanzialmente intorno a denunce o informative di polizia riguardanti lo stile di vita dell’ex consigliera regionale lombarda e del suo compagno Giuseppe Cipriani, genitori adottivi di un bambino nato in Uruguay. La malattia del piccolo è un pilastro della richiesta di grazia presentata da Minetti che avrebbe dovuto svolgere i servizi sociali in seguito alle condanne definitive per peculato e induzione alla prostituzione con un cumulo pena di 3 anni e 11 mesi. L’ex consigliera ha infatti sostenuto che le cure del bambino vengono a svolte a Boston, anche su suggerimento di due ospedali italiani (che hanno però smentito contatti). Per questo motivo, sarebbe impossibilitata a svolgere i servizi sociali.

L’altro pilastro è legato al suo radicale “cambio vita”, messo in dubbio da alcune testimonianze raccolte dal Fatto in particolare con riferimento a quanto avverrebbe all’interno della tenuta di famiglia a pochi chilometri da Maldonado. Al momento, alla Procura generale, a valle dei primi accertamenti dell’Interpol, non sono tuttavia arrivati elementi significativi per rimettere in discussione il parere positivo fornito negli scorsi mesi. Se fosse venuto a galla subito un dato che poteva portare a ribaltare il parere, la Procura generale, diretta da Francesca Nanni e col sostituto pg Gaetano Brusa, lo avrebbe immediatamente trasmesso al ministero della Giustizia.

Nei giorni scorsi si era saputo che da una prima informativa dell’Interpol non era emerso alcun precedente penale, né denunce, né indagini in corso per favoreggiamento della prostituzione in Uruguay e in Spagna su Nicole Minetti e il suo compagno. La procuratrice generale Nanni e il sostituto Brusa, ad ogni modo, quando avranno un quadro completo si esprimeranno e se dovesse emergere qualche elemento “ostativo” potrebbero rivedere il loro parere sulla grazia.

Intanto riguardo all’iter dell’adozione, che era iniziato anche con un’altra famiglia, è emersa sui media uruguaiani una testimonianza dell’ex compagno di María de los Ángeles González Colinet, la madre naturale del bambino che risulta tuttora scomparsa. La donna, ha sostenuto l’uomo, si prese cura del figlio durante i suoi primi mesi di vita e tentò di vederlo quando era nell’Inau ma le fu impedito. L’uomo, contraddicendo quanto affermato dal giudice, ha riferito che, sebbene sia vero che il minore è nato in un contesto di grave vulnerabilità, la madre ha cercato di prendersi cura di lui durante i primi mesi dopo il parto.

Il testimone ha dichiarato che González Colinet “andò a trovare il bambino, ma la cacciavano via”, riferendosi a coloro che lavoravano presso il centro Inau dove si trovava il piccolo. “L’ho portata lì, e un paio di volte le hanno permesso di vederlo. Poi hanno iniziato a non farla più entrare”, ha aggiunto. Ha anche affermato che “a causa della tossicodipendenza di González Colinet”, l’Inau chiese che le venisse tolta la custodia del bambino. “L’ho persino portata al Tribunale di Pace e se n’è andata piangendo perché il giudice non glielo ha restituito”, ha aggiunto. Secondo i registri dell’ospedale Pereira Rossell, dove il bambino è nato – scrivono i media locali – la madre è stata con il neonato per i primi otto giorni. Dopodiché, è intervenuto l’Inau e González Colinet non ha più avuto praticamente contatti continui con il figlio.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione