Madia lascia il Pd: ora Schlein proponga un vero programma di sinistra
di Gian Domenico Malpeli
Nel triste panorama politico italiano finalmente una buona notizia: Marianna Madia lascia il Partito democratico. C’è solo da pregare che si porti dietro i vari Gentiloni, Guerini, Delrio, Fiano, Quartapelle e tutti i vari guerrafondai atlantisti e sionisti, allontanando il Pd dal “centrismo” che ha trasformato la sinistra in una sorta di brutta copia della Democrazia cristiana.
Se Schlein vuole tornare a vincere deve abbandonare l’idea dell’ammucchiata pomposamente ribattezzata “campo largo”, e puntare su un programma chiaro con chi ci sta. Basta inseguire gli Stati Uniti nelle loro guerre in giro per il mondo, il rispetto del diritto internazionale va giustamente richiesto alla Russia, ma pure ad Usa e Israele; non ci devono essere pesi e misure differenti, se si sanziona la prima va fatto anche con i secondi. Il riarmo è una follia che rischia di trascinarci in una rovinosa guerra mondiale che potrebbe sancire la fine del genere umano. I conflitti vanno evitati, non fomentati, le risorse vanno destinate a migliorare la vita delle persone, non a distruggerle.
Il Pd proponga un vero programma di sinistra: lotta ai paradisi fiscali e all’evasione, alle lobby che ingessano il paese, una politica energetica basata sulle rinnovabili, un forte impegno sul lavoro per i giovani, per pensioni ad età ragionevole, per la sanità, la scuola, i servizi alle famiglie e agli anziani.
Ma soprattutto non prenda esempio da Giorgia Meloni, che in campagna elettorale aveva promesso di far volare gli asini salvo poi ammettere che i simpatici quadrupedi non hanno le ali; la parola data agli elettori deve essere mantenuta se si vuole conservare il loro appoggio, altrimenti non ci si deve stupire se metà degli aventi diritto diserta le urne, e a votare si presentano solo le tifoserie.