Il mondo FQ

Da Craxi a Minetti, passando per B: così la politica ha perso morale e credibilità

Nulla potrà cambiare, anzi potremo solo peggiorare finché non prendiamo coscienza che ai politici nostri rappresentanti noi affidiamo la gestione delle nostre vite
Da Craxi a Minetti, passando per B: così la politica ha perso morale e credibilità
Icona dei commenti Commenti

C’era una volta la politica dei grandi partiti di massa. Quella democristiana era grigia, ingessata, bacchettona. Un perbenismo che sapeva di incenso e casa canonica. I comunisti erano anticlericali ma il loro atteggiamento era ancor più fideistico, se possibile. Dovevano apparire sobri e austeri, duri e puri. Berlinguer poneva la questione morale, giustamente. In America erano puritani, i rappresentanti del popolo erano sottoposti a giudizi morali così severi da sfociare nel moralismo. Clinton fu crocefisso non tanto per il fatto dello studio ovale ma per aver mentito al popolo, giurando il falso.

Alberto Sordi, nei panni di Gasperino er carbonaro, licenziava in tronco il fattore che aveva falsificato i conti: se me freghi sul carbone, me freghi su tutto. È un problema di fiducia. La politica svincolata dalla morale crea corruzione e crollo della credibilità; è dalla mala politica che nasce il germe dell’antipolitica.

Avevamo tassi altissimi di politicizzazione: tutti, nei bar, nei negozi, nelle scuole parlavano di politica. Tutti votavano: i galoppini di partito portavano ai seggi ciechi e invalidi, vecchi e malati. In tutto il centrosud restavano esclusi solo i residenti all’estero. In poche tornate siamo precipitati a livelli di astensione paragonabili a quelli che da sempre c’erano negli Stati Uniti. Anche la politica riservata agli addetti ai lavori. Siamo bravissimi a prendere il peggio e in colpevole ritardo. Non vorremmo arrivare alle stragi nelle scuole.

Furono i socialisti (con i radicali) i primi a rompere la cappa di conformismo imperante. La Milano da bere, i congressi sfarzosi, il leaderismo, l’ostentazione degli arricchimenti personali. Craxi con i decreti Berlusconi rompeva il monopolio Rai, la tv commerciale immetteva ritmi e format americani, la pervasività della pubblicità, calcio, maggiorate, veline, gossip. Con l’auto-implosione dei partiti, Berlusconi dovette esporsi in prima persona per tutelare i propri interessi: comunicazioni e giustizia prima di tutto. Non avendo alle spalle nessuna cultura politica, mancava di classe dirigente. Si faceva affidamento a dirigenti Mediaset e Publitalia e, all’occorrenza, ai suoi avvocati. Per il resto, per riempire le liste si rimescolava tra nani e ballerine, Sgarbi e Ferrara, brunette e Ivezanicchi.

Nel declino, venuti meno i freni inibitori di madre e moglie, pescò persino tra le frequentatrici delle cene eleganti. Ed ecco le Minetti. Soggetti simili all’interno delle istituzioni fanno da detonatore di magagne latenti in un sistema già in declino. D’altro canto, chi già a cinquant’anni doveva ricorrere a trucco e parrucchino, tinture, ritocchi, calze sulle telecamere, non poteva che legittimare l’apoteosi della chirurgia plastica. Rifattume a go go. Un mondo falso, corrotto, guasto, che con la potenza di fuoco del suo impero televisivo ed editoriale sono riusciti a farci digerire. Persino che alla festa della Guardia di Finanza il capo del governo possa giustificare l’evasione fiscale.

Chi critica certi modelli (sub)culturali e direi di degenerazione antropologica è semplicemente invidioso e “rosicone”. Chiunque si mette di traverso, che sia un organo di controllo o chi semplicemente rifiuta di adeguarsi è una zecca comunista.

Nell’Assemblea costituente c’erano le migliori menti, con un’alta percentuale di laureati; oggi abbiamo una premier che chiama liceo un istituto professionale, esponenti di governo che millantano diplomi. I ministri democristiani, per quanto ignoranti e maneggioni, avevano solide basi elettorali radicate nei territori. Oggi nella stretta cerchia delle conventicole ci si basa su appartenenze, il clientelismo è scaduto nel nepotismo, nell’esaltazione del familismo amorale. Il modello berlusconiano del politico tycoon ignorante e immorale, spavaldamente bugiardo e disonesto, in conclamato conflitto d’interessi, in barba ai guai giudiziari, spregiudicatamente lascivo e financo depravato, trova congrua continuazione in Trump. In scala notevolmente maggiorata, nel rispetto delle rispettive proporzioni. I risultati in termini di limiti connaturati alla democrazia in un regime basato sull’unico valore del denaro sono, ahimè, sotto gli occhi di tutti.

Nulla potrà cambiare, anzi potremo solo peggiorare finché non prendiamo coscienza che ai politici nostri rappresentanti noi affidiamo la gestione delle nostre vite, dei nostri destini, delle nostre ricchezze. Da loro dipende se i nostri figli e nipoti trovano un ambiente sereno, scuole che funzionano, parchi e impianti sportivi efficienti e confortevoli. Se i nostri anziani hanno un servizio sanitario decente, strutture di accoglienza decenti. Se le strade sono pulite e sicure, la giustizia fa giustizia, lavoro e ambiente sono tutelati, diritti e libertà sono garantiti, l’economia è fiorente e sostenibile, i nostri interessi difesi anche a livello internazionale. Alla Regione, in Parlamento, al Governo, in tutte le istituzioni dobbiamo pretendere di avere persone serie, competenti, affidabili.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione