Giudizio immediato. Si salta l’udienza preliminare e si va direttamente a processo. E’ stato fissato per il 25 maggio prossimo il processo a Raffaele Marra, ex capo del personale del Campidoglio, e a Sergio Scarpellini, immobiliarista, arrestati il 16 dicembre in un’inchiesta della procura di Roma per una presunta tangente del 2013. Scarpellini ha secondo l’accusa pagato a Marra 370mila euro per acquistare un appartamento in cambio di aiuti legati al suo incarico; Marra, ex braccio destro del sindaco Virginia Raggi – la cui amministrazione è estranea alla vicenda -, all’epoca era direttore del dipartimento Partecipazioni e controllo del Comune. Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e la pm Barbara Zuini avevano chiesto il giudizio immediato per lui e per Scarpellini, ritenendo che gli elementi raccolti in questi mesi siano sufficienti per sostenere il dibattimento. E il Gip ha accolto la richiesta.

L’indagine ha vissuto il suo punto di svolta il 16 dicembre con gli arresti di Marra e Scarpellini, quest’ultimo finito agli arresti domiciliari dopo alcuni giorni su disposizione del gip. Oggetto del fascicolo sulla corruzione i soldi che Scarpellini diede a Marra per l’acquisto di due appartamenti a Roma. In particolare i 370 mila euro serviti nel 2013 al dirigente comunale per comprare una casa nella zona di Prati Fiscali, a Roma. Si tratta di denaro che secondo l’impianto accusatorio era funzionale all’imprenditore per l’ottenimento di favori (corruzione per funzione). Secondo la procura nel 2009 Scarpellini avrebbe venduto a Marra un appartamento con uno sconto di mezzo milione di euro con analoghi obiettivi, ma quest’altro caso è andato in prescrizione.

Dal giorno dell’arresto, Marra è detenuto nel carcere di Regina Coeli, ma il 9 febbraio scorso il suo difensore, l’avvocato Francesco Scacchi, ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere la scarcerazione. Alla base della richiesta l’insussistenza, a parere del legale, delle esigenze di natura cautelare. Nei giorni scorsi il gip ha invece respinto la richiesta di revoca dei domiciliari per Scarpellini che era stata chiesta dai difensori dell’immobiliarista. Marra è indagato in un’altra inchiesta in concorso con Raggi per la nomina del fratello Renato a capo del dipartimento del Turismo del Campidoglio.