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Trump chiama von der Leyen, ultimatum all’Ue: “Tempo fino al 4 luglio, poi i dazi schizzeranno”

Dopo la fumata nera del negoziato europeo, il presidente Usa concede non più di due mesi a Bruxelles per rispettare l’accordo commerciale siglato
Trump chiama von der Leyen, ultimatum all’Ue: “Tempo fino al 4 luglio, poi i dazi schizzeranno”
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Donald Trump concede all’Unione Europea fino al “250esimo compleanno” degli Stati Uniti per rispettare l’accordo commerciale siglato: se non lo farà entro il 4 luglio, i dazi schizzeranno “immediatamente a livelli ben più elevati“. Lo afferma il presidente sul suo social Truth dopo la conversazione telefonica con la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen. Quasi sei ore di intenso negoziato, iniziato nella serata di mercoledì e terminato a notte fonda, non sono bastate al trilogo – il tavolo che riunisce Consiglio, Commissione ed Eurocamera – per arrivare alla fumata bianca sull’intesa sui dazi con gli Usa. “L’ok ci sarà il 19 maggio”, hanno promesso le parti. Poche ore dopo, la risposta del presidente americano, che ha chiamato von der Leyen e le ha comunicato il suo ultimatum.

“Ho avuto un’ottima conversazione telefonica con la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Abbiamo discusso di molti argomenti, confermando tra l’altro la nostra totale unità nel ritenere che l’Iran non debba mai possedere un’arma nucleare“, ha riferito Trump. “Attendo pazientemente che l’Ue onori la propria parte dello storico accordo commerciale che abbiamo siglato a Turnberry, in Scozia: il più grande accordo commerciale di sempre”, ha aggiunto il presidente sottolineando che l’Ue aveva promesso di adempiere ai suoi obblighi e che, in conformità con l’accordo, avrebbe azzerato i propri dazi. “Ho accettato di concederle tempo fino al 250esimo anniversario della fondazione del nostro Paese. In caso contrario, purtroppo, i loro dazi schizzerebbero immediatamente a livelli ben più elevati”, ha messo in evidenza Trump.

Chi temeva che il tycoon concretizzasse subito la minaccia del 25% ad auto e camion europei ha tirato un sospiro di sollievo. Il pressing della Commissione per un via libera il 19 maggio sarà costante nei prossimi giorni. Ma, allo stesso tempo, Palazzo Berlaymont potrebbe fornire una parziale sponda alla richieste dell’Eurocamera, ovvero al mantenimento nello schema dell’intesa delle cosiddette clausole “sunrise” e “sunset” inerite nel passaggio legislativo al Pe proprio come salvaguardia rispetto al mancato rispetto degli impegni da parte degli Usa. È difficile che entrambe le clausole – che non piacciono al Ppe e non entusiasmano la Commissione – sopravvivano ai negoziati. Ma una mediazione che tuteli comunque un sistema di garanzie di fronte all’imprevedibilità di Trump potrebbe essere a portata di mano.

La telefonata Trump-von der Leyen certamente chiarisce il quadro commerciale da qui ai prossimi due mesi. Ma la postura di Washington non cambia. L’ambasciatore in Ue, Andrew Puzder, non a caso ha incontrato la vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata dei Patrioti, Mieke Andriese, con un focus proprio sui dazi. Gli Usa sanno che, all’interno della Plenaria, il fronte anti-Trump negli ultimi mesi è cresciuto e cercano di puntellare il sostegno in quei gruppi tradizionalmente più vicini al movimento Maga.

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