Lasciò il suo posto sulla scialuppa a una bambina, permettendole di salvarsi. Lui, Giuseppe Girolamo, rimase a bordo mentre la Concordia si inclinava pericolosamente di fronte all’isola del Giglio. Non sapeva nuotare e per questo quella nave da crociera si trasformò nella sua tomba. Faceva il batterista, Giuseppe, ma era un polistrumentista. Ventinove anni spesi dietro alla musica, diploma al liceo classico e poi gli studi al conservatorio. Per inseguire la sua vocazione, aveva deciso di lasciare Alberobello, in provincia di Bari. Quando era arrivata la chiamata della Costa, non aveva esitato.

L’imbarco fissato per il 4 dicembre, la notte di Natale trascorsa sul palco suonando per gli ospiti della Concordia. E anche nelle ore precedenti al naufragio, si era esibito con la sua band. Brani per lo più commerciali, anche se il vero amore era il metal. Sperava un giorno di riuscire ad acciuffare una bacchetta di Mike Portnoy, il batterista dei Dream Theater, uno dei suoi gruppi preferiti. Una volta alla fine di un concerto, raccontava spesso agli amici, gli era sfuggita per qualche centimetro. Poi il Giglio, le scelte del comandante Schettino e quel posto ceduto a una bimba della quale, a distanza di cinque anni, nessuno conosce il nome.

Né l’avvocato della famiglia, chiusasi nel suo dolore, né gli amici e nemmeno il sindaco di Alberobello, Michele Maria Longo, che in questi anni si è impegnato per ricordare la figura di Giuseppe, contraltare inconsapevole del ‘salga a bordo, cazzo’ indirizzato a Schettino, fuggito dalla Concordia. “Abbiamo perso un ragazzo che si è consapevolmente consegnato alla morte. Era sopra la scialuppa e si è fatto da parte, per lasciare spazio a quella bambina, pur sapendo di non essere in grado di nuotare – spiega Longo a ilfattoquotidiano.it – Per questo, da cinque anni, ripeto sempre che Alberobello è la città dei trulli e di Giuseppe Girolamo. Il suo gesto ha lasciato un messaggio a tutti i ragazzi”.

Dal 13 gennaio 2012, la mamma e il papà non hanno mai urlato pubblicamente il loro dolore. Assieme agli amici del figlio tappezzarono l’isola del Giglio di sue fotografie. Magari si era solo perso, non ricordava più nulla e aveva trovato riparo chissà dove. Le speranze svanirono tre mesi più tardi. Il suo corpo fu tra gli ultimi ad essere ritrovato dai sommozzatori. Da allora, la famiglia Girolamo è rimasta in silenzio, rifiutando anche l’intitolazione a Giuseppe della piazza principale del paese. Ha detto sì per due volte, il 14 luglio, giorno del suo compleanno, a un concerto che lo ricordasse. “Arrivai con largo anticipo e vidi, uno ad uno, oltre 3mila alberobellesi accorrere per ascoltare i suoi brani preferiti – racconta il sindaco – Sembrava davvero una festa di compleanno, il miglior modo per ricordare un ragazzo semplice e buono che aveva compiuto un gesto eroico”.

Oggi portano il suo nome un’associazione fondata dagli amici e svariate aule di musica di diverse scuole meridionali. La Toscana ha concesso il gonfalone d’argento, la più alta onorificenza regionale, e l’amministrazione di Alberobello ha donato alla madre un terreno del cimitero per la costruzione di una cappella. All’appello manca la medaglia d’oro al valor civile, richiesta dal Comune quando la storia di quella notte trovò conferme nelle parole di diversi testimoni. “Ci hanno prima risposto che era stata inviata all’ufficio sbagliato. Ci siamo quindi adoperati per produrre nuovamente tutto il materiale. Un anno fa, ci hanno detto che sarebbe stato meglio passare attraverso la Prefettura di Bari, ma ad oggi non abbiamo ottenuto risposte. Ho preso contatti per capire quali siano i reali motivi della mancata assegnazione”, spiega Longo.

Nel 2014, si era mosso anche il web. Un professore di Ercolano, Antonio Nisita, aveva lanciato una petizione: “Ho insegnato per tanti anni ai giovani, sforzandomi di far capire quali sono i valori positivi. Non ce la faccio a vedere Schettino distribuire autografi e fare persino interventi pubblici mentre dello sfortunato ma eroico Giuseppe Girolamo nessuno parla”, era il suo appello al presidente della Repubblica e al ministro dell’Interno. Lo firmarono in 110mila. L’invito viene ora rinnovato dal sindaco: “Penso che il presidente Mattarella abbia grande sensibilità e gli chiedo di non dimenticare Giuseppe. Quando lo scorso ottobre ha premiato gli ‘eroi quotidiani’ della sanità, si è rinnovata la speranza. Prenda in considerazione l’opportunità di ricordare un ragazzo normale che è andato incontro alla morte per salvare una bambina, compiendo un gesto che può essere un esempio nella vita quotidiana di tutti gli italiani”. Giuseppe venne ricordato anche dai ‘suoi’ Dream Theater durante un concerto a Milano. Gli dedicarono la struggente ‘The Spirit carries on’. Il brano suona come un monito: “Please never let your memory of me disappear”. Per piacere non lasciare che i tuoi ricordi di me svaniscano.