Chiuso l’aeroporto, occupata una tv, camionette e posti di blocco in strada. Rimane alta la tensione a Tripoli per l’arrivo di Fayez Al Sarraj, premier designato del governo di unità nazionale nato sotto l’egida dell’Onu e imposto per accelerare i negoziati con le forze occidentali ma inviso alle milizie che controllano la capitale. Al Sarraj resta chiuso nella base navale di Abusetta (Abu Sittah), dove mercoledì ha insediato ufficialmente il suo esecutivo, invocando le varie fazioni in cui è diviso il Paese a unire gli sforzi per “combattere l’Isis“. Nel pomeriggio Sarraj ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, che ha garantito il suo appoggio al governo e ha promesso “aiuti umanitari e medici”.

Tripoli, occupata tv vicino alle milizie islamiste – Tensioni e spari erano stati segnalati nella serata di mercoledì, dopo l’arrivo della nave che da Tunisi ha portato Al Sarraj e 7 ministri del suo governo ad Abu Sittah. Un tendone e un podio per comizi, allestiti mesi fa da sostenitori del capo del nascente governo di unità nazionale, sono andati a fuoco. Forze della milizia “Rada” guidata dai Abdul Rauf Kara, scrive ancora il sito, sono intervenute “e hanno disperso i manifestanti”. “Scambi di colpi di arma da fuoco” sono stati segnalati mercoledì in “varie parti di Tripoli” e “armi pesanti” sono state usate in via Omar Mukhtar, precisa Libya Herald.

Allo stesso tempo si registra l’irruzione di uomini armati nella sede della tv Al-Nabaa, ritenuta vicina all’amministrazione guidata da Khalifa Ghwell. Lo ha riferito Libya Herald, precisando che il commando è entrato nella sede della tv dopo che l’emittente aveva trasmesso un messaggio in cui si chiedeva a Sarraj di lasciare Tripoli e lo si minacciava, in caso contrario, di arresto. Secondo Libya Herald, la normale programmazione di Al-Nabaa è stata sospesa.

La tv, si legge in un messaggio evidenziato in rosso mandato in onda, è stata “chiusa dagli abitanti di Tripoli” perché “incitava all’odio e alla guerra. Denunceremo chiunque provi a lavorare per l’emittente”. Al-Nabaa, stando al sito, è ritenuta di proprietà di Abdul-Hakim Belhaj. Nel frattempo le autorità libiche hanno chiuso l’aeroporto di Mitiga, l’unico funzionante a Tripoli a pochi chilometri dalla base navale dove è arrivato il governo di unità nazionale e il Consiglio presidenziale designato dall’Onu. Fonti della sicurezza hanno spiegato che la decisione è dovuta al deterioramento della sicurezza nella capitale, controllata dal cosiddetto “governo di salvezza nazionale che non riconosce” né il Consiglio né il gabinetto di unità.

Gentiloni: “Italia appoggia il governo Al Sarraj” – La Farnesina ha fatto sapere che il capo della diplomazia italiana ha avuto nel pomeriggio un colloquio telefonico Al Sarraj al quale Gentiloni ha rinnovato l’appoggio italiano. I due “hanno concordato sul pronto invio” da parte della Cooperazione italiana di aiuti di urgenza alimentari (860 tonnellate) e medici (3 kit sanitari generici, in grado di garantire la cura di 30.000 pazienti)in una telefonata oggi pomeriggio. Gli aiuti saranno distribuiti ai cittadini libici in maggiore difficoltà dal governo di accordo nazionale.