Vittorio Casamonica come Papa Giovanni Paolo II. Parla Vera Casamonica, figlia del capostipite del clan sinti romano i cui funerali da padrino hanno provocato nella città di Mafia Capitale una catena di polemiche e uno scaricabarile di responsabilità.

Il palcoscenico da dove Vera Casamonica paragona il padre a Karol Wojtyła è il salotto buono della tv italiana: Porta a Porta di Bruno Vespa. “Per noi lui era un re. Lui era un papà buono, assomigliava al Papa buono, che era Wojtyla”. Per questo – fa capire la donna – il suo funerale doveva essere celebrato alla grande: con la carrozza con i cavalli, l’elicottero che lanciava petali di rosa dal cielo e la musica del Padrino, immagini finite sulle pagine dei giornali e dei siti web di tutto il mondo. Anche se “Re Vittorio” con la mafia non c’entrava nulla, dice Vera Casamonica che difende la memoria del padre: “Degli altri Casamonica e di quello che hanno fatto non mi interessa niente. Lui non c’entra niente con la droga, né con mafia capitale”. I tanti soldi? “Veniva da una famiglia benestante” e poi “vendeva macchine”, una delle sue tante passioni. “Era amante dei motori. Nonno e nonna erano grandi commercianti di macchine e non ci sta niente di male se l’aiutavano i genitori. I soldi per noi erano puliti”. “Non è vero che mio nonno era un boss, era il capo della famiglia a casa sua, non a casa degli altri”, aggiunge Vittorino Casamonica, nipote del capostipite.

Poi la donna, classe ’68, torna sulle polemiche scatenate dalle esequie show andate in scena il 20 agosto scorso nella chiesa Don Bosco al Tuscolano. “Rifarei il funerale tale e quale, anche con l’aereo”. Nessun ripensamento nemmeno per la musica di Nino Rota suonata dall’orchestrina fuori dalla chiesa, perché “il Padrino è un film” che a Vittorio Casamonica piaceva molto, “così come la musica”. “Da lassù mio padre è contento perché abbiamo fatto il funerale che piaceva a lui. Noi siamo abituati a fare i funerali così”. Insomma, nessun riferimento alla mafia e nessuna mania di grandezza nemmeno in quei manifesti dove Vittorio Casamonica veniva raffigurato come un Papa e celebrato come “Re di Roma”.

“Da lassù mio padre è contento perché abbiamo fatto il funerale che piaceva a lui. Noi siamo abituati a fare i funerali così”. “Lui non era vestito da Papa, lui vestiva così, gli piaceva così. Qui – dice riferendosi agli ospiti in studio la giornalista Fiorenza Sarzanini e il direttore Cusenza (ndr) – sono tutti vestiti di bianco, sono tutte papesse?”.