Diventano un caso politico i funerali sfarzosi di Vittorio Casamonica, figura di spicco dell’omonimo clan romano, accompagnato nell’ultimo viaggio da carrozze, cavalli, Rolls Royce, gigantografie, petali lanciati da un elicottero, una folla plaudente e la celebre colonna sonora di “Il Padrino” (articolo, fotogallery e video). Caso politico ma non solo. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, chiede infatti direttamente conto alle autorità ecclesiastiche: “E’ compito della Chiesa ribadire che non può esserci compatibilità fra la violenza mafiosa e il Vangelo”. Sul caso interviene in serata anche il sindaco Ignazio Marino: “Ho chiamato il Prefetto perché siano accertati i fatti con il dovuto rigore. È intollerabile che i funerali siano strumenti dei vivi per inviare messaggi mafiosi“.

Mentre Sel, così come il parlamentare Pd Roberto Morassut, prepara un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Angelino Alfano, annunciano il capogruppo a Montecitorio Arturo Scotto e la deputata Celeste Costantino, che giudicano la vicenda “incredibile” e chiedono anche una presa di distanza della Chiesa. “Non può essere consentito a nessuno l’apologia della malavita“, spiegano i due deputati. “Chiediamo che vengano prese le distanze da parte delle autorità religiose e pensiamo che le autorità civili debbano dare qualche risposta su quanto accaduto, a partire dalla questura“.

Sulle esequie di Casamonica, la cui famiglia è coinvolta in Mafia capitale e in una sfilza di casi giudiziari, interviene anche il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi: “Quanto avvenuto oggi a Roma non è francamente accettabile. Sarà necessario accertare se tutto questo sia accaduto con o senza le dovute autorizzazioni”.

Per il Pd interviene il commissario romano Matteo Orfini: “Mai più. Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino”, commenta sui social network.

E subito ne nasce una polemica col presidente della Lombardia Roberto Maroni, che su Twitter ironizza: “Eh sì, con il Pd al governo Roma è proprio Mafia Capitale“. La replica piccata di Orfini non si fa attendere: “La mafia a Roma ha dilagato quando c’era il tuo amico Alemanno e tu governavi. Abbi la decenza di tacere”.

Per don Ciotti: “Le scene viste fuori dalla chiesa dove non possono lasciarci indifferenti”: è il commento del presidente di Libera, don Luigi Ciotti. “Non è qui ovviamente in discussione il diritto di una famiglia di celebrare i funerali di un suo membro e la partecipazione di amici e conoscenti” precisa il sacerdote, che punta però il dito contro la “grave” ed “evidente strumentalizzazione di un rito religioso per rafforzare prestigio e posizioni di potere“. “Sappiamo che le mafie non hanno mai mancato di ostentare una religiosità di facciata, ‘foglia di fico’ delle loro imprese criminali“.