Da “imprenditore colluso” a “imprenditore affiliato”. A Cristiano Guarnera, arrestato dal Ros il 2 dicembre scorso con l’operazione che ha svelato tutti gli affari di Mafia Capitale, la Guardia di Finanza ha sequestrato un tesoro del valore di 100 milioni di euro: cinque società tra immobiliari ed edili, il 52% di un’impresa nel settore della manutenzione e riparazione di veicoli, 178 case e tre terreni, una barca, dieci tra auto e moto e conti correnti.

Guarnera è l’uomo a cui Massimo Carminati, l’ex Nar ed ex banda della Magliana ritenuto il capo dell’organizzazione, farà ottenere un permesso “atteso due anni e in tre giorni”. Un’autorizzazione importantissima perché riguardava l’edificazione di una palazzina in via Innocenzo X, nel quartiere Monteverde.

Il permesso è stato poi trovato dagli investigatori durante la perquisizione in casa dell’imprenditore. Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata il gip Flavia Costantini descrive tutto il percorso dell’imprenditore che dopo essere stato “reclutato” dalla banda Carminati fosse stato inserito nel firmamento degli appalti diventando una sorta di intoccabile. In una intercettazione del marzo del 2013 Guarnera è chiaro con il suo interlocutore con cui deve risolvere una questione: “io qui a Roma non me possono . . . non me può toccare manco Gesù Cristo …. cioè qui … Io qui a Roma sono diventato intoccabile …”, minacciando di far intervenire Carminati “se no poi glielo farò dire dalla persona interessata”.

È a Guarnera (e a Riccardo Brugia, il braccio armato a cui nel dicembre 2012 chiede protezione) che l’11 gennaio 2013 proprio Carminati dipinge “il mondo di mezzo” in una intercettazione diventata famosa e considerata il manifesto di Mafia Capitale. “Lo sai che c’è? ce sta…è la teoria del mondo… è la teoria del mondo di mezzo compà….ci stanno … come si dice… i vivi sopra e i morti sotto, e noi stiamo nel mezzo … e allora….e allora vuol dire che ci sta un mondo.. un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano, e dici “cazzo, come è possibile che quello… come è possibile… che ne so… che un domani io posso stare a cena con Berlusconi.. cazzo è impossibile.. capito come idea?. . .è quella che il mondo di mezzo in cui invece dove tutto si incontra. . cioè..hai capito?…allora le persone..le persone di un certo tipo… di qualunque di qualunque cosa… .si incontrano tutti là…… Allora nel mezzo, anche la persona che sta nel sovramondo ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che non le può fare nessuno … questa è la cosa .. e tutto si mischia”. Il processo si “affiliazione si snodava – si legge nel provvedimento di sequestro attraverso un’educazione ai principi di omertà e subordinazione, nonché nella partecipazione al core business del sodalizio”.

Ed è così che Guarnera, secondo gli inquirenti della Procura di Roma, diventa “partecipe” dell’associazione e mette a disposizione le proprie imprese per la gestione degli appalti di opere e servizi ottenuti da Mafia Capitale con la corruzione di politici e amministratori. Il sequestro è stato emesso dal Tribunale di Roma su richiesta della Dda. Guarnera, secondo gli investigatori, è stato disponibile anche a “soddisfare ulteriori richieste di supporto da parte dell’organizzazione”, come quello di trovare un immobile e aveva aveva proposto a Carminati un investimento in sale giochi (poi non andato in porto) L’imprenditore inoltre ha messo a disposizione di una casa a Montecarlo e anche una Mercedes. È l’imprenditore che dà in affitto alle cooperative di Buzzi alle case per “l’emergenza abitativa” e che si attiva quando Carminati dice che gli servono 300 posti.

Anche un altro imprenditore, Giuseppe Ietto, considerato “colluso” dagli inquirenti, si era messo a disposizione di Carminati&co. E, scrive oggi il Messaggero, era “titolare” di bar in Via Teulada, viale Mazzini, via Carlo Engri tutti alla Rai. Dieci attività gestite da tre società della Unibar, Unibar 2 e Venti punto dodici, intestate all’ex ingegnere e ma che, secondo gli inquirenti, Ietto usava in quanto prestanome di Carminati.