“Potremmo avere a breve casi di Stamina 2, 3 o 4″. L’allarme arriva dal comandante dei Nas, Cosimo Piccinno, in commissione Sanità al Senato. Prima fase dell’indagine conoscitiva con cui il Parlamento, quasi un anno dopo dalla conversione in legge del decreto Balduzzi, tenta di fare chiarezza su come Stamina Foundation sia arrivata a un passo dall’ottenere il via libera per la sperimentazione clinica del trattamento proposto da Davide Vannoni. Sul piatto una sperimentazione di 18 mesi e fondi pari a 3 milioni di euro (un milione nel 2013 e due milioni nel 2014) da prelevare dal Fondo sanitario nazionale. 

A Palazzo Madama è stato ascoltato anche Luca Pani, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa): “Sospettiamo” che in Italia “la deregolamentazione sulle cellule staminali possa aver prodotto situazioni analoghe a quelle di Stamina”. Pani ha descritto così la situazione rilevata nelle cartelle cliniche dei pazienti in cura agli Spedali Civili di Brescia: “Nessuno sa che cosa viene infuso”. In totale, dall’inizio della convenzione tra gli Spedali Civili di Brescia e Stamina Foundation (settembre 2011) solo oltre 140 le infusioni effettuate. Nelle prossime audizioni, i senatori ascolteranno anche membri di Stamina Foundation, rappresentanti di Regione Lombardia e familiari di pazienti sia a favore che contro il trattamento Stamina.

Famiglie pronte a partire per IsraeleE’ Shimon Slavin, direttore scientifico del Ctci center (clinica con sede a Tel Aviv), l’alternativa a cui pensano le famiglie italiane in lista d’attesa agli Spedali Civili di Brescia. A raccontarlo al fattoquotidiano.it è Pietro Crisafulli, vice-presidente del movimento ‘Vite sospese’, presente alla conferenza stampa di Roma, in cui molti dei genitori a favore di Stamina, avevano difeso davanti alla stampa “i miglioramenti” dei loro cari: “Il 9 febbraio con un gruppo di pazienti, formato da 7 adulti e 5 bambini partiremo per Israele. Andremo dal dottor Slavin, che utilizza le staminali mesenchimali. E’ un trattamento simile a quello di Vannoni, ma non è lo stesso”. Come ha reagito il fondatore di Stamina Foundation? “Non bene – ammette Crisafulli – ma noi non abbiamo tempo, le persone stanno morendo e in Italia la situazione è bloccata”. Non sarà un viaggio gratis: “Costerà poco più di 20mila euro, siamo riusciti a ottenere un piccolo sconto perché portiamo tante persone”.

Sciopero “bianco” dei medici dell’ospedale di Brescia – Con una lettera al commissario straordinario Ezio Belleri, nove medici degli Spedali Civili di Brescia che si occupavano delle infusioni perché appartenenti al gruppo Internal Audit Stamina, hanno deciso che non faranno nuovi trattamenti Stamina senza tutela legale. “La complicata vicenda Stamina obbliga a a rimandare alla direzione il nostro mandato (…) e eventualmente procedere ai trattamenti Stamina su formale disposizione del legale rappresentante per ogni singolo caso ordinato dai giudici”. Le due infusioni previste per domani slitteranno a data da definirsi. Il movimento per le Cure Compassionevoli dice: “Ci sentiamo traditi. Da parte nostra scatta la diffida contro la direzione ed i nove medici degli Spedali Civili che hanno aderito al cosiddetto “sciopero bianco”, mentre il movimento Vite Sospese: “E’ un crimine contro i malati gravi”.

Caos in Regione Lombardia – Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha annunciato un’azione ispettiva riguardo al “caso Stamina” agli Spedali Civili di Brescia. Due giorni prima dell’arrivo a Milano del ministro della Salute Beatrice Lorenzin (previsto per questa sera) per recuperare un vuoto di conoscenza di tre anni nei rapporti tra i vertici di regione Lombardia e Stamina Foundation. “Ho parlato ieri con l’assessore (alla Salute, ndr) Mario Mantovani, oggi ci saranno i risultati”. Ieri il commissario straordinario degli Spedali Civili di Brescia è stato ascoltato per tre ore dal direttore generale della Sanità Walter Bergamaschi, da un membro dell’avvocatura e da un rappresentante dell’assessorato al Bilancio.

Anche la Corte dei Conti della Lombardia sta infatti indagando per capire “se le casse dello Stato hanno subito un danno e di quale entità” dal trattamento Stamina. Il gruppo Pd, all’opposizione in consiglio regionale, dice: “Entro sera aspettiamo l’impegno dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale di formalizzare l’indagine conoscitiva su Stamina della commissione sanità, altrimenti chiederemo la commissione d’inchiesta”. Al di là del burocratese, i tempi dell’indagine conoscitiva sono più brevi della commissione d’inchiesta, la cui presidenza spetterebbe però all’opposizione.