Danni ai cittadini, ma anche all’immagine del Popolo della Libertà e della Regione Lazio. Franco “Er Batman” Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl alla Pisana condannato a 3 anni e 4 mesi per essersi intascato oltre un milione di fondi del gruppo, “oltre ai danni materiali ha certamente causato – scrive il giudice per l’udienza preliminare nelle motivazioni della sentenza – al gruppo Pdl e alla Regione Lazio un danno all’immagine con relative conseguenze di carattere politico ed istituzionale oltre al danno arrecato ai cittadini”. Lo scandalo provocò le dimissioni del presidente della giunta Renata Polverini, estranea all’indagine, e al conseguente ritorno alle urne. 

Il giudice Rosalba Liso fa anche riferimento alla tesi difensiva dell’ex sindaco di Anagni per il quale la divisione dei fondi rientrava in una prassi diffusa presso la Pisana. Secondo quanto sostenuto da Fiorito ai consiglieri che ricoprivano diversi incarichi dovevano spettare tante indennità quante erano le cariche ricoperte. Un meccanismo smentito dai vari funzionari sentiti dagli inquirenti i quali, però, scrive il gup, hanno giustificato gli esuberi, rispetto agli stanziamenti previsti dalle leggi vigenti, “con non meglio definiti ‘anticipi’ di erogazione di denaro ad alcuni gruppi che in realtà non sembrano trovare una fonte di giustificazione né in fatto né normativamente non essendo stata data contezza della fonte, della voce di bilancio o del capitolo di spesa dal quale detto denaro era legittimamente appreso”.

Per il magistrato “proprio tale prassi è sommamente probabile risponda ad un generale malcostume di gestione di denaro pubblico confluito nelle casse dei gruppi”. Questo quadro “se vale a rendere credibile l’imputato, non lo esonera tuttavia da penale responsabilità atteso che – si legge nel provvedimento – laddove un accordo di questo genere fosse stato effettivamente raggiunto, ciò che a lui si contesta non è quanto denaro sia stato effettivamente assegnato al gruppo Pdl, e le ragioni elargizioni ma l’utilizzo indebito, la distrazione di tale denaro per finalità private e non pubbliche”. A Fiorito il giudice riconosce le attenuanti considerato il fatto che ha deciso di restituire quanto si era illecitamente attribuito “per essersi prima del giudizio adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere e attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato”. Secondo il magistrato “il risarcimento si ritiene sia stato spontaneo ed efficace”.