Vanno a giocare alle slot all’alba e lasciano il figlio, un bimbo di 2 mesi, da solo nell’auto parcheggiata. L’ultima follia della ludopatia accade a Roma ieri mattina in via di Settebagni. I due genitori sono stati denunciati. La guardia giurata all’ingresso non credeva ai suoi occhi. Il primo ad entrare nella sala slot è stato il padre. La mamma è rimasta in auto ad allattare il neonato. Una scena quasi normale. A un certo punto però la donna lo ha riposto dentro la culla sul sedile posteriore, ha chiuso l’auto e si è incamminata verso la sala per seguire il marito, lasciando il figlio da solo sul sedile. La guardia giurata le ha chiesto spiegazioni e la donna ha risposto di stare tranquillo perché stava andando solo a chiamare il marito.

Dopo un po’ di tempo la la guardia giurata è entrata e ha visto una scena assurda: i due genitori, erano intenti a giocare alle “macchinette” e si preoccupavano solo della loro partita, senza pensare minimamente a quel figlio di due mesi chiuso in auto nel parcheggio. Dopo 10 minuti, d’accordo con il direttore di sala, la guardia ha chiamato il 113.

In Italia si stima ci siano 19 milioni di giocatori, 3 milioni dei quali a rischio ludopatia. La notizia del bambino abbandonato in auto arriva all’indomani del lancio della campagna delle Iene “Basta con le slot”. La trasmissione tv ha deciso di coinvolgere i sindaci delle città italiane. Hanno aderito all’iniziativa finora solo sei sindaci di grandi città. Sono Luigi de Magistris (sindaco di Napoli), Giuliano Pisapia (sindaco di Milano), Flavio Tosi (sindaco di Verona), Piero Fassino (sindaco di Torino), Leoluca Orlando (sindaco di Palermo), Federico Pizzarotti (sindaco di Parma), Michele Emiliano (sindaco di Bari).

Grazie alle liberalizzazioni delle licenze commerciali – spiegano le Iene – è semplice aprire una sala slot e i sindaci, non possono fare niente per bloccarne l’apertura. Questa campagna è stata fatta perché sempre più persone dicano: “Basta con le slot”. Fassino ha detto: “Molti anni fa un mio parente si è rovinato con il gioco al casinò”. Per Luigi de Magistris, “giocano anche le persone con difficoltà economiche, che, quindi, magari si indebitano per andare a giocare, che sono sotto usura. E’ un tema molto sentito e delicato di cui si parla poco e dove ci sono anche interessi delle mafie”.

Michele Emiliano, sindaco di Bari, ricorda che “se il gioco d’azzardo rende allo Stato 8 miliardi di euro l’anno ma almeno una parte serve per disintossicare i giocatori compulsivi”. E Leoluca Orlando, stigmatizza: “Vergogna allo Stato che lucra su queste attività”. Poi aggiunge: “Io giocavo a poker, quando ho scoperto che mi divertivo soltanto quando puntavo una somma che non avrei potuto pagare ho smesso di giocare. La puntata più grossa che ho fatto? Era l’equivalente di 6 mesi di stipendio quando facevo l’assistente universitario”.