La proposta choc di Berlusconi di restituire i soldi dell’Imu “è un voto di scambio, ma anche un tentativo simpatico di corruzione” e contiene “qualche elemento di usura”. Mario Monti commenta duramente dai microfoni di Rtl 102.5 l’idea del Cavaliere di rimborsare agli italiani l’imposta sulla casa e lo paragona ad Achille Lauro che “prometteva qualche chilo di pasta o una scarpa promettendo l’altra a voto ottenuto”. Non solo.  Oltre a comprare “il voto con dei soldi e i soldi sono dei cittadini”, interviene anche su La7 e specifica che nella sua proposta “c’è un qualche elemento di usura” e ricorda che se si chiederà agli italiani di pagare più tasse, “ciò avverrebbe in condizioni più negative di quanto sia accaduto di fronte al quasi crack finanziario del 2011”. E continua ad attaccare l’ex premier: “Si è proposto di togliere l’Imu anche retroattivamente. Ciò è magnifico, stupendo. Non so se neanche nel Paese di Alice si possa sperare tanto. La nostra proposta, invece, è più modesta, di ridurla”. Ma il Cavaliere respinge le critiche e a L’Aria che tira su La7 ribatte: “Monti ne dice tante di stupidaggini. Se in Italia c’è qualcuno che è credibile questo è il sottoscritto. Perché dissi che avrei abolito l’Ici e l’ho abolita. Molti dicono sciocchezze, non ne ho mai sentite tante come quelle che sento in questi giorni di campagna elettorale”.  

Il presidente del Consiglio, su Rtl 102.5 ha poi risposto al leader del Pdl, secondo il quale qualsiasi imbecille può alzare le tasse: “Non mi sono sentito toccato” dalle accuse di Berlusconi; del resto, “io sono ancora più imbecille perchè ho dato attuazione ad aumenti di tasse in gran parte già decisi da Berlusconi”. E se il Professore tira fuori gli artigli, poi, non si deve ai consigli del guru Usa della comunicazione, Axelrod. Lo si deve piuttosto a Berlusconi, perché “quando sento un simpatico, molto simpatico, signore che dice che lui aveva lasciato i conti in ordine e io ho fatto disastro, un po’, perché mi sembra uno schiaffo ai sacrifici degli italiani, mi rattristo e a volte mi innervosisco”.

Nel caso di una vittoria elettorale del Pdl c’è il rischio di un aumento dello spread e “siccome il saldo del bilancio pubblico, il pareggio nel 2013, avventatamente anticipato – accusa – da Berlusconi, è definito in termini strutturali, quindi un eventuale andamento del pil meno buono non avrebbe effetto di per sè e non richiederebbe manovre ulteriori”. Nel caso in cui invece vincesse Bersani, risponde, “ci penserà lui”.  Monti è però convinto che ”se vogliamo ancora sostenere con il voto dei partiti che sono su piazza da molto tempo, che per vent’anni hanno fatto sì che l’Italia crescesse meno degli altri e che hanno combinato un bel disastro per cui hanno dovuto chiamare un professore al governo, beh le cose non si metteranno tanto bene”. Quanto alle prossime elezioni del Presidente della Repubblica, spiega che rinnoverebbe Napolitano per un secondo mandato al Quirinale. Interviene anche sullo scandalo del Monte dei Paschi di Siena e ribadisce: “Sono convinto che l’onorevole Bersani non abbia niente a che fare con la vicenda”, lamentando che a questa affermazione, pronunciata già nei giorni scorsi, non è stato dato lo spazio analogo concesso invece a sue frasi critiche nei riguardi del Pd, “come se ci fosse un interesse a tenere vivi dei contrasti con me”.

Domenica Monti aveva invitato Berlusconi a un confronto tv sull’Imu, come aveva specificato anche sulla sua pagina facebook: “Il mio predecessore, noto per le facili promesse elettorali, ha appena annunciato l’intenzione di tagliare la spesa pubblica di 80 miliardi di euro nei prossimi 5 anni, di restituire l’Imu già pagata e poi cancellarla, di eliminare l’Irap. Si tratta dello stesso incantatore di serpenti che, nelle ultime due esperienze di governo, ha aumentato la spesa di 154 miliardi. A questo punto ci domandiamo se Berlusconi vorrà accettare il mio invito ad un confronto in tv per discutere anche delle sue proposte. Nei prossimi anni sarà possibile ridurre l’Imu, l’Irap e anche l’Irpef – ha specificato ancora una volta – ma solo attraverso un’azione responsabile che non metta nuovamente a rischio la tenuta dei conti pubblici. Gli italiani non si lasceranno abbindolare, non consentiranno al Paese di ritrovarsi nuovamente sull’orlo del baratro come nel 2011″.

Infine parla dei matrimoni gay dopo la svolta in Francia, e torna a stabilire così le coordinate di Scelta Civica di fronte alle questioni ‘eticamente sensibili’. Ritiene che “su questo, come su altri temi, dobbiamo andare in direzione dell’Europa. Queste questioni devono essere più oggetto delle coscienze individuali e, per la politica, di decisioni prese dal Parlamento“.