“Se ci fosse una grande coalizione sulle riforme non so se avrebbe il sapore della vecchia politica, forse avrebbe quello della politica necessaria”. Mario Monti, ospite a Omnibus, torna sull’assetto politico del dopo-voto e chiarisce di non avere nulla in contrario a larghe alleanze. Anche dal punto di vista dei provvedimenti da adottare, il premier uscente pone come condizione il risultato elettorale e il nuovo assetto politico: “Escludo una manovra correttiva dei conti, “ma non escludo niente in certi casi di esito del voto”.

Ma il suo intervento si è concentrato soprattutto sulla politica fiscale: “Presenteremo presto un piano per ridurre il gettito di Imu, Irap e Irpef“. Insomma, il premier non sceglie la forma di un “contratto con gli italiani“, ma approfitta dello spazio televisivo per avanzare una serie di promesse. “Proponiamo – dice l’uomo che è tuttora premier e che ha determinato e fissato le aliquote attualmente utilizzate – misure per bloccare la spesa pubblica corrente al netto degli interessi, con una riduzione spesa pubblica-Pil del 4,5 per cento al termine dei cinque anni. Non vogliamo fare promesse, ma prendere impegni seri”. Monti ha poi spiegato: “L’Imu detrazione da 200 a 400 euro; detrazioni per figli a carico fino a 800 euro. Questa riforma dell’Imu renderà l’imposta piu equa e piùprogressiva. Irap ridotta dal 2014. Meno Irpef dal 2014, a partire dai redditi medio bassi”. Il premier, reduce dalle contestazioni di domenica nelle zone terremotate, ha risposto alle domande di Stefano Folli e del direttore del Fatto Antonio Padellaro. Ecco i provvedimenti su Imu, Irpef e Irap.

IMU – Ridurre la detrazione Imu sulla prima casa da 200 a 400 euro nel 2013. “Questo è uno dei punti qualificanti del programma”, ha detto Monti. L’obiettivo è quello del “raddoppio delle detrazioni per i figli a carico da 100 a 200 euro, fino a un massimo di 800 euro. Per un costo stimato in 2,5 miliardi di euro, da coprire con il contenimento della spesa corrente primaria”. 

IRAP – L’Irap va “ridotta e deve essere favorevole al lavoro”, prevedendo dal 2014 “l’ eliminazione del monte salari dalla base imponibile Irap. Alla fine della prossima legislatura puntiamo su un dimezzamento di 11,5 miliardi di euro di imposta in meno in 5 anni sulle imprese”.

IRPEF – Meno Irpef dal 2014, “riducendo a partire dai redditi medio-bassi, con un aumento della detrazione dei carichi familiari e una riduzione delle aliquote a partire da quelle più basse. Vogliamo ridurre il gettito Irpef di 15,5 miliardi di euro in cinque anni, portando il rapporto tra gettito e Pil al 2%, anche per sostenere i consumi”.  

Il dibattito si è poi spostato sul caso Monte dei Paschi di Siena. In questa occasione Monti ha risposto così a Padellaro: “Sono grato al Fatto Quotidiano per il suo modo di essere, per un richiamo continuo e di solito basato sui fatti alla classe politica. Registro però la messa in confusione mentale dei lettori, non so quanto deliberata e non so se anche del Fatto, di fronte a fenomeni che sono difficili da capire: quando si dice che lo Stato ha raccolto i soldi dell’Imu per ripianare la situazione del Monte dei Paschi dice una balla”. E infine un commento sulla frase pronunciata da B. su Mussolini: “Quella di Berlusconi, se è stata una battuta infelice, è stata davvero infelice per il luogo l’occasione in cui è avvenuta”. 

Infine, da parte del premier, una risposta piccata a Massimo D’Alema, che lo ha accusato di criminalizzare i sindacati: “Caro presidente D’Alema mi offendo un po’ – è stata la risposta di Monti -. Voi che siete vecchi, nel senso di senior, sapere bene che criminalizzare i sindacati sarebbe esso stesso criminale. Sono convinto che il sindacato ha avuto, ha e avrà un ruolo determinante in Italia. D’Alema ha seguito troppo da vicino il lavoro del governo, insieme al Pd, per ignorare quanto e’ stato fatto contro le rendite corporative e contro l’evasione fiscale”.