La Guardia di finanza ha eseguito un ordine di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Trenord. Le accuse non sono riferite a Trenord ma riguardano un’ipotesi di bancarotta della società Urban Screen, di cui Biesuz è stato ad fino al 2008. Biesuz è stato condotto ai domiciliari poco prima di una conferenza stampa che era stata convocata stamattina, per fare il punto dopo una serie di disagi che negli ultimi due giorni hanno afflitto la circolazione ferroviaria. La conferenza stampa si doveva svolgere attorno a mezzogiorno, presso la sede della compagnia in Piazzale Cadorna, a Milano. I giornalisti erano tutti sul posto quando è stato comunicato che l’incontro era stato annullato. La società Trenord è una società pubblica partecipata a metà tra Trenitalia e Ferrovie Nord Milano, con quest’ultima che è anche una società quotata in borsa e controllata dalla Regione Lombardia. 

La misura degli arresti domiciliari per l’ad di Trenord è incentrata sul pericolo di reiterazione del reato, perché, in sostanza, Biesuz ha ‘alle spalle’ condanne definitive per 2 anni e 5 mesi, compresa una per bancarotta con pena condonata. A Biesuz, viene contestato di aver distratto e dissipato 685 mila euro dal patrimonio aziendale, attraverso false fatturazioni. E’ quanto emerge dall’inchiesta coordinata dal pm di Milano Sergio Spadaro e condotta dal comando provinciale della Guardia di finanza, che ha portato alla misura cautelare firmata dal gip Vincenzo Tutinelli. Il pm Spadaro aveva chiesto la misura del carcere. Tra i vari episodi di “malagestione”, Biesuz avrebbe dissipato il patrimonio della società Urban Screen versando 4 mila e 500 euro a favore di un’associazione per il finanziamento della cena tricolore di An e 18mila euro, il 3 aprile 2008, per la concessione di spazi pubblicitari a favore dell’ex assessore all’Arredo e Decoro Urbano, Maurizio Cadeo.

Da quanto si è saputo, Biesuz, che è stato ad fino al 2008 di Urban Screen (società che gestiva i maxi-schermi collocati in piazza Duomo a Milano), è accusato di bancarotta fraudolenta in concorso con Filippo Montesi Righetti, che è stato presidente del cda della stessa società. Urban Screen è stata dichiarata fallita dal tribunale di Milano nel maggio del 2011 con un ‘buco’ di circa 700mila euro. Da quanto si è saputo, i presunti episodi di false fatturazioni riguarderebbero il 2009 e avrebbero portato poi al fallimento nel 2011. Biesuz è imputato anche in un processo ancora in corso a Milano per una vicenda di presunta frode fiscale, sempre attraverso false fatture.

Le reazioni politiche non tardano ad arrivare. Il capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Stefano Galli, ha commentato così la notizia: “Biesuz si dimetta immediatamente da amministratore delegato di Trenord. Ne sono convinto – ha detto – nonostante la bancarotta di Urban Screen non abbia collegamenti con la società Trenord”. Secondo Galli, le sue dimissioni si rendono necessarie per fare assoluta chiarezza sulle accuse che gli vengono contestate. “Data la gravità della situazione – ha aggiunto – ritengo che sia impensabile che l’attuale amministratore di Trenord possa svolgere le proprie funzioni con la dovuta attenzione e serenità”.

Per Matteo Mauri, responsabile nazionale Mobilità e Infrastrutture per il Pd e capogruppo nel Consiglio Provinciale di Milano, “i disagi di questi giorni sulle linee di Trenord hanno una chiara responsabilità politica, sono il frutto avvelenato della gestione Formigoni. Ormai in Lombardia si sta disfacendo tutto”. Galli ha poi continuato affermando che “la scenografia di cartapesta costruita da Formigoni in questi anni, sta cadendo a pezzi. Prima i costi altissimi e i tempi della sanità che si allungano, sempre ammesso che non si paghi di tasca propria al privato”.