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La Flotilla riparte verso Gaza: salperà dalla Turchia il 14 maggio. “L’Ue ignora la nostra richiesta di verifica indipendente della missione umanitaria”

Senza risposta anche la lettera firmata da 19 eurodeputati italiani e rivolta Kallas e Metsola per chiedere il "pieno sostegno diplomatico alla missione"
La Flotilla riparte verso Gaza: salperà dalla Turchia il 14 maggio. “L’Ue ignora la nostra richiesta di verifica indipendente della missione umanitaria”
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La navigazione riparte. Gli attivisti della Global Sumud Flotilla stanno ultimando i preparativi per salpare dalla costa della Turchia e tentare di raggiungere con aiuti umanitari la Striscia di Gaza. La data fissata è il 14 maggio. I 300 a bordo delle trenta imbarcazioni viaggeranno senza il supporto dell’Europa. Le istituzioni Ue non hanno dato alcuna risposta alla richiesta fatta dalla Flotilla nei giorni scorsi di attivare un’ispezione indipendente nel porto di Marmais e dissipare così ogni dubbio sulla natura civile della missione.

Nei giorni scorsi, si legge in un comunicato stampa, “oltre alla lettera consegnata alla Commissione Europea a Roma dalla delegazione italiana, la Flotilla ha formalmente richiesto il coinvolgimento di membri del Parlamento europeo e del Servizio Europeo per l’Azione Esterna, al fine di inviare una delegazione istituzionale incaricata di verificare direttamente il carico delle imbarcazioni e certificare la natura esclusivamente civile e umanitaria della missione”. La richiesta prevedeva una verifica indipendente sul carattere esclusivamente civile e non militare delle imbarcazioni, sulla natura non offensiva del materiale trasportato, e sulla presenza a bordo di beni di prima necessità, medicinali, generi alimentari e aiuti umanitari destinati alla popolazione civile di Gaza. Inoltre la Global Sumud Flotilla “aveva espresso piena disponibilità a collaborare con istituzioni europee e organismi internazionali, al fine di garantire il massimo livello di trasparenza e consentire ogni forma di controllo indipendente”.

Una richiesta che non ha ricevuto alcun riscontro formale, né indicazioni operative. Nessuna risposta nemmeno alla lettera indirizzata a Kaja Kallas e Roberta Metsola e firmata da 19 eurodeputati italiani, che si sono fatti portavoce dell’appello della Flotilla ribadendo la disponibilità a un’operazione trasparenza. “In questo contesto – scrivono – il vostro intervento volto a promuovere e coordinare una verifica indipendente e imparziale sarebbe accolto con la massima collaborazione dai partecipanti alla missione e rappresenterebbe un importante contributo alla tutela del diritto internazionale, della libertà di navigazione e alla salvaguardia delle iniziative umanitarie a favore della popolazione civile”. Inoltre, “data la delicatezza della situazione, aggravata da un contesto particolarmente pericoloso, riteniamo essenziale che le istituzioni europee garantiscano il pieno sostegno diplomatico alla missione, sia durante il suo soggiorno in Turchia che per tutta la durata del suo viaggio”. Prima firmataria della lettera è l’europarlamentari Benedetta Scuderi. Gli altri sono Ilaria Salis, Cecilia Strada, Cristina Guarda, Mimmo Lucano, Leoluca Orlando, Ignazio Marino, Giuseppe Antoci, Danilo Della Valle, Mario Furore, Carolina Morace, Valentina Palmisano, Gaetano Pedullà, Dario Tamburrano, Pasquale Tridico, Brando Benifei, Annalisa Corrado, Sandro Ruotolo, Marco Tarquinio.

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