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Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”

L'annuncio a poco più di un'ora dalla deadline fissata per le 2. Il presidente su Truth: "Abbiamo raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo di pace"
Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”
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Trump estende di due settimane la scadenza dell’ultimatum. Stop ai bombardamenti

Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum per l’Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale”, afferma il presidente sottolineando che “la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l’Iran, nonché la PACE in Medio Oriente”. 

Momenti chiave

    • 17:22

      Trump apre uno spiraglio: “Se i negoziati proseguono qualcosa può cambiare”

      Donald Trump ha confermato a Fox News che rimane in piedi l’ultimatum rivolto all’Iran per riaprire lo stretto di Hormuz, in scadenza alle 20 ora di Washington (le 2 di notte italiane). “Se dovessimo arrivare a quel punto, ci sarà un attacco come non ne hanno mai visti”, ha ribadito il presidente Usa. Aprendo però uno spiraglio: “Se i negoziati dovessero proseguire e si arrivasse a qualcosa di concreto, questo potrebbe cambiare”.

    • 17:14

      Leader dem Usa al Senato: “Trump è estremamente malato”

      “Questa è una persona estremamente malata. Ogni repubblicano che si rifiuta di unirsi a noi nel votare contro questa sconsiderata scelta della guerra si assume la responsabilità di ogni conseguenza di qualunque diavolo sia questa cosa”. Lo scrive su X il capogruppo democratico al Senato Usa, Chuck Schumer, commentando il post in cui Trump minaccia l’Iran affermando che “un’intera civiltà morirà stanotte”.

      Anche il leader democratico alla Camera, Hakeem Jeffries, afferma che “il Congresso deve porre immediatamente fine a questa sconsiderata guerra in Iran, prima che Donald Trump ci precipiti nella Terza guerra mondiale. È giunto il momento che ogni singolo repubblicano anteponga il dovere patriottico al partito e fermi questa follia. Basta”, dichiara. 

    • 17:10

      “Colloqui non interrotti, si cerca ancora una tregua”

      L’Iran ha interrotto le comunicazioni dirette con gli Stati Uniti a seguito della minaccia di Donald Trump di distruggere “l’intera civilta” della Repubblica islamica, anche se i colloqui con i mediatori per il cessate il fuoco continuano. Lo hanno detto al Wall Street Journal funzionari mediorientali, secondo cui l’ultima minaccia del presidente ha temporaneamente complicato gli sforzi per raggiungere un accordo entro la scadenza fissata per le 20 ora di Washington, ma non ha interrotto i colloqui. Uno dei funzionari ha dichiarato che l’Iran intendeva inviare un segnale di disapprovazione e sfida interrompendo le comunicazioni. Non è chiaro se i colloqui diretti riprenderanno prima della scadenza.

    • 16:58

      Islamabad: “Attacco a infrastrutture importanti in Arabia Saudita compromette sforzo mediazioni”

      L’attacco contro infrastrutture di importanza cruciale oggi in Arabia Saudita compromette lo sforzo di mediazione del Pakistan, che pure sta cercando, in queste ore precedenti la scadenza dell’ultimatum di Donald Trump, di rilanciare la possibilità di una via di uscita diplomatica, ha spiegato una fonte della sicurezza di Islamabad, citata da Cnn, secondo cui il suo Paese “è molto preoccupato per quello che accadrà se i sauditi risponderanno”. “L’intera leadership civile e militare in Pakistan sta lavorando duramente per rendere possibile una svolta ma sono emerse preoccupazioni dopo che l’Arabia Saudita è stata colpita, che questo possa compromettere l’intero processo”, ha spiegato la fonte, citando esplicitamente il capo di stato maggiore Asim Munir. “Sono in corso sforzi per facilitare il dialogo”, ha aggiunto la fonte. Il ministero degli Esteri pachistano ha condannato gli attacchi della notte con missili e droni “contro siti dell’energia nella regione orientale del Paese”. 

    • 16:55

      Fonti Teheran: “Stop a sforzi negoziali con Usa, informato il Pakistan”

      L’Iran ha interrotto gli sforzi negoziali con gli Stati Uniti, informando il Pakistan che non prenderà più parte ai colloqui per il cessate il fuoco. Lo hanno riferito tre alti funzionari iraniani, citati dal New York Times, dopo che il Tehran Times aveva dato notizia della chiusura di tutti i canali di comunicazione tra la Repubblica islamica e Washington.

    • 16:54

      Rubio: “Teheran al tavolo delle trattative? Notizie più tardi”

      Ci saranno “ulteriori notizie in merito piu’ tardi oggi”. Così’ il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha risposto alla domanda di un giornalista che ha chiesto se l’Iran sia seduto al tavolo delle trattative. Lo riporta la Cnn. Rubio, prima di un incontro con il ministro degli Esteri neozelandese Winston Peters, non ha risposto alla domanda sulla possibilità che l’operazione statunitense costituisca un crimine di guerra.

    • 16:36

      Casa Bianca: “Non prendiamo in considerazione l’utilizzo di armi nucleari”

      La Casa Bianca ha smentito su X che gli Stati Uniti stiano valutando l’uso dell’arma nucleare contro l’Iran, scagliandosi contro alcune interpretazioni delle dichiarazioni del vicepresidente JD Vance. “Devono sapere che abbiamo strumenti nel nostro arsenale che finora non abbiamo deciso di usare. Il presidente degli Stati Uniti può decidere di usarli, e lo farà se gli iraniani non cambieranno la loro condotta”, aveva affermato Vance parlando a Budapest. Alcune pagine su X hanno rilanciato le parole del vicepresidente sostenendo una “implicita minaccia nucleare”. “Non c’è letteralmente nulla in ciò che ha detto il vicepresidente che suggerisca una cosa del genere, branco di buffoni“, ha replicato la Casa Bianca.

    • 16:23

      Wp: “La giornalista Usa rapita è detenuta in Iraq e forse usata come scudo umano”

      Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita la scorsa settimana a Baghdad, sarebbe viva e detenuta da un gruppo paramilitare locale con legami con l’Iran. Lo riporta il Washington Post, citando funzionari della sicurezza iracheni. Kittleson non è stata più vista né si hanno sue notizie dal suo rapimento, avvenuto il 31 marzo. Le sue condizioni sono sconosciute. Funzionari statunitensi e iracheni ritengono che sia detenuta da Kataib Hezbollah a Jurf alSakhar, la sua roccaforte a circa 40 miglia a sud di Baghdad, forse per fermare i raid aerei statunitensi nella zona. Kataib Hezbollah, considerata la milizia più potente dell’Iraq, non ha rivendicato pubblicamente il rapimento, né ha fornito prove che sia viva o avanzato richieste in cambio della sua liberazione. Secondo le fonti, funzionari statunitensi stanno facendo pressione sui loro omologhi iracheni affinché agiscano contro la milizia sciita. Influenti politici sciiti della regione sono in contatto con il gruppo e stanno cercando di ottenere la liberazione di Kittleson

    • 16:15

      Amb. Teheran a Crosetto: “Follia è di Usa e Israele”

      L’avvertimento di Guido Crosetto sulla “follia senza limiti” lanciato dal ministro della Difesa in un’intervista al Corriere della Sera “rappresenta una descrizione accurata dell’attuale comportamento di Washington e Tel Aviv“. È la risposta che l’ambasciata iraniana in Italia dà alle parole del ministro, accusando Usa e Israele di aver “oltrepassato ogni confine etico e giuridico” bombardando abitazioni civili, scuole, ospedali, università, luoghi di culto e siti storici. “Il suo riferimento a Hiroshima richiama la realta’ che la stessa mentalita’ che produsse quella tragedia oggi, con gli attacchi contro gli impianti nucleari pacifici attivi dell’Iran (come Bushehr), sta mettendo a rischio la vita di milioni di persone in tutta la regione” si legge in un post sull’account X dell’ambasciata.

    • 15:58

      Iran, catene umane a protezione degli impianti d’energia

      Gli iraniani hanno raccolto l’appello del governo e hanno formato catene umane attorno ad alcuni degli impianti energetici che il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere. I media iraniani hanno pubblicato immagini di decine di persone davanti alle centrali di Tabriz, Kermanshah e Neka. Ragazzi e ragazze si sono schierati anche sul Ponte Bianco di Ahvaz, nel sud dell’Iran, e sul ponte di Dezful costruito oltre 1.700 anni fa.

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