Il mondo FQ

Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”

L'annuncio a poco più di un'ora dalla deadline fissata per le 2. Il presidente su Truth: "Abbiamo raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo di pace"
Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Trump estende di due settimane la scadenza dell’ultimatum. Stop ai bombardamenti

Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum per l’Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale”, afferma il presidente sottolineando che “la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l’Iran, nonché la PACE in Medio Oriente”. 

Momenti chiave

    • 19:02

      Media Usa: “Progressi nei negoziati, ma improbabile accordo entro scadenza ultimatum”

      Nelle ultime 24 ore si sono registrati progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma resta improbabile il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco entro la scadenza fissata da Donald Trump (le 20 ora americana, le 2 di notte in Italia). Lo riferiscono al giornale online Axios fonti americane e israeliane. Secondo un funzionario statunitense, l’approccio della Casa Bianca sarebbe cambiato nelle ultime ore: da “Possiamo trovare un accordo” a “Possiamo trovarlo entro le 20?”. Fonti americane riferiscono inoltre che la controproposta presentata dall’Iran il giorno precedente, “pur non essendo quello che volevamo, era molto migliore di quanto ci aspettassimo”. Da quel momento, aggiungono le stesse fonti, i mediatori hanno avviato un lavoro di revisione e correzione del documento insieme alla parte iraniana.

    • 18:51

      Shelly Kittleson, la giornalista Usa è libera

      La giornalista americana Shelly Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia dalla milizia irachena filo-Iran di Kataib Hezbollah. Lo conferma il New York Times. Secondo quanto riferito da due funzionari iracheni, Kittleson è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni prigionieri di Kaitab Hezbollah. 

    • 18:28

      Kataib Hezbollah: “Libereremo la giornalista Usa Kittleson”

      La milizia irachena Kataib Hezbollah, sostenuta dall’Iran, ha annunciato che rilascerà la giornalista americana Shelly Kittleson, rapita lo scorso 31 marzo a Baghdad, “a condizione che lasci immediatamente il Paese”. Il gruppo sciita, attraverso il suo funzionario Abu Mujahid al-Assaf, ha affermato che la decisione è stata presa “in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche del primo ministro uscente” Mohammed Shia al-Sudani, senza fornire ulteriori dettagli. “Questa iniziativa non sarà ripetuta in futuro”, è stato aggiunto. 

    • 18:08

      Casa Bianca: “Solo Trump sa cosa intende fare”

      “Il regime iraniano ha tempo fino alle 20 (ora di Washington, le 2 italiane, ndr) per cogliere l’occasione e raggiungere un accordo con gli Stati Uniti. Solo il presidente sa come stanno le cose e cosa intenda fare”. Lo ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo alle notizie secondo cui Teheran avrebbe interrotto i contatti diretti con gli Stati Uniti.

    • 18:07

      Teheran: “La nostra civiltà prevarrà sulla forza bruta”

      “La forza della cultura, della logica e della fede nella giusta causa di una nazione “civilizzata” prevarrà senza dubbio sulla logica della forza bruta”. Lo afferma Esmail Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle minacce di Trump.  “Una nazione che ripone piena fiducia nella rettitudine del proprio cammino deve impiegare tutte le sue capacità e risorse per salvaguardare i propri diritti e i propri legittimi interessi”, ha aggiunto il portavoce. 

    • 18:06

      Capo Stato maggiore Idf: “Siamo a un crocevia strategico”

      “Ci stiamo avvicinando a un crocevia strategico nella campagna congiunta contro l’Iran. Finora abbiamo ottenuto risultati significativi, anche rispetto agli obiettivi che ci eravamo posti all’inizio dell’operazione. Continueremo ad agire con determinazione e ad intensificare i colpi contro il regime”. Lo afferma il capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane (Idf), Eyal Zamir. 

    • 17:52

      Onu, veto di Russia e Cina alla risoluzione su Hormuz

      Russia e Cina hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione elaborata dal Bahrein in Consiglio di sicurezza Onu sulla sicurezza nello stretto di Hormuz. Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, due no e due astensioni. La versione “annacquata” della risoluzione chiedeva lo sblocco della rotta marittima: un esito ben lontano dall’obiettivo iniziale dei paesi del Golfo promotori, che miravano a ottenere l’autorizzazione per liberare lo Stretto con la forza. Il testo finale, invece, non menzionava più l’autorizzazione all’uso della forza, nemmeno a scopo difensivo. 

    • 17:35

      Tehran Times: “Canali diplomatici non sono chiusi”

      “I canali diplomatici e di colloqui indiretti con gli Stati Uniti non sono chiusi”. Lo scrive sul proprio account X il Tehran Times, lo stesso giornale che qualche ora fa aveva dato notizia della chiusura di tutti i canali di comunicazione tra Washington e Teheran.

    • 17:28
    • 17:26

      Negoziati, Rubio: “Novità più tardi in giornata”

      Interpellato dalla Cnn sulla possibilità che l’Iran torni a sedersi al tavolo negoziale, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha anticipato “novità più tardi nella giornata”. 

    DEMOCRAZIA DEVIATA

    di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista