Il mondo FQ

Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”

L'annuncio a poco più di un'ora dalla deadline fissata per le 2. Il presidente su Truth: "Abbiamo raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo di pace"
Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Trump estende di due settimane la scadenza dell’ultimatum. Stop ai bombardamenti

Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum per l’Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale”, afferma il presidente sottolineando che “la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l’Iran, nonché la PACE in Medio Oriente”. 

Momenti chiave

    • 15:55

      Fonti Usa a Fox: “Contatti positivi con Teheran”

      I contatti tra Stati Uniti e Iran sono in corso e sono positivi. A riferirlo a Fox News è stato un alto funzionario statunitense. “Siamo assolutamente in contatto con l’Iran. I colloqui sono stati positivi. Se siamo fortunati, avremo novità entro la fine della giornata”, ha detto la fonte citata da Fox. 

    • 15:54

      Netanyahu: “Abbiamo colpito ponti e ferrovie in Iran”

      Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che l’Idf ha colpito in Iranferrovie e ponti utilizzati dai Guardiani della Rivoluzione islamica” per “trasportare materie prime per armi, armamenti e i militanti che attaccano noi, gli Stati Uniti e anche i Paesi della regione”. Gli attacchi, ha aggiunto, vengono condotti “con crescente intensita'”.

    • 15:49

      Idf: “Intercettato un missile diretto nel sud di Israele”

      Un missile balistico lanciato dall’Iran contro il sud di Israele poco fa sarebbe stato intercettato. Lo hanno riferito le Forze di Difesa Israeliane. Al momento non si segnalano feriti. Nel frattempo, in Galilea risuonano le sirene a causa di un attacco missilistico di Hezbollah proveniente dal Libano.

    • 15:35

      Macron: “Cecile Kohler e Jacques Paris sono liberi”

      Cecile Kohler e Jacques Paris, detenuti in Iran, “sono liberi e in viaggio verso il territorio francese”. Lo ha annunciato Emmanuel Macron

    • 15:31

      Teheran Times: “Chiusi tutti i canali di comunicazione con gli Usa”

      L’Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti. Lo riferisce il Tehran Times. “Tutti gli scambi di messaggi sono stati sospesi”, riporta il quotidiano governativo.

    • 15:30

      Media: “Teheran minaccia di lasciare tutto il Golfo al buio”

      L’Iran lascerà al buio l’intero Golfo Persico, Arabia Saudita compresa, se gli Stati Uniti attaccheranno le sue centrali elettriche. Lo ha riferito un’alta fonte iraniana alla Reuters. Il messaggio è stato recapitato a Washington attraverso il Qatar, ha spiegato la fonte.

    • 15:27

      Ft: “I costi Usa della guerra all’Iran stimati in 22,3-31 miliardi di dollari”

      La guerra di Donald Trump all’Iran sta costando agli Stati Uniti centinaia di milioni di dollari al giorno; secondo recenti analisi, con circa un decimo di tale cifra che è relativo alle attrezzature militari distrutte durante i combattimenti. Citando Elaine McCusker, senior fellow presso l’American Enterprise Institute (Aei) ed ex alto funzionario del Pentagono responsabile del bilancio, il Financial Times ha riferito che il costo della campagna militare americana contro l’Iran potrebbe aggirarsi tra i 22,3 e i 31 miliardi di dollari, calcolato sulle cinque settimane trascorse da quando, a fine febbraio, Trump ha ordinato alle forze Usa di attaccare. I calcoli di McCusker includono le spese per il dispiegamento di ulteriori asset americani in Medio Oriente a partire da fine dicembre, ma non comprendono una valutazione completa dei danni bellici, il cui quadro definitivo difficilmente potrà essere chiaro prima della cessazione delle ostilità.

      Tali cifre includono una somma compresa tra i 2,1 e i 3,6 miliardi di dollari destinata a coprire i danni bellici e la sostituzione delle attrezzature. La fascia più alta di questo intervallo comprende i costi per la riparazione della Uss Gerald R. Ford – una portaerei ritirata dal servizio per manutenzione a seguito di un incendio divampato nella lavanderia di bordo – nonché le spese per il ripristino di un sistema di allerta precoce per missili balistici, situato in Qatar e danneggiato dall’attacco di un drone. Secondo gli esperti di difesa, le perdite americane in termini di soldati e mezzi materiali sono contenute, se paragonate agli standard delle guerre in cui le due parti in conflitto sono più equilibrate. Tuttavia, la distruzione da parte dell’Iran di costosi sistemi radar Usa ha reso Washington più vulnerabile nell’eventualità di futuri conflitti in altri teatri operativi, come quello cinese. Dal 28 febbraio a oggi, si sono registrati 13 decessi tra le forze americane a seguito di attacchi contro le basi statunitensi, mentre più di 300 soldati sono stati feriti.

    • 15:25

      Teheran: “No negoziato con Usa. Vogliono resa”

      Non c’è nessun negoziato in corso tra Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito una fonte di primo piano iraniana alla Reuters. Gli Usa, ha spiegato, “vogliono che l’Iran si arrenda sotto la pressione degli attacchi“. L’Iran, ha spiegato ancora la fonte, “mostrerà flessibilità quando vedrà flessibilità dal lato americano”. Ciò che gli Stati Uniti vogliono, ha proseguito, è la riapertura di Hormuz. “Ma non riapriremo lo stretto sulla base di promesse vuote”. Anzi. Se la situazione dovesse andare fuori controlli, “gli alleati di Teheran (gli Houthi, ndr) chiuderanno Bab el-Mandeb”.

    • 15:05

      Vance: “Per il futuro di Teheran ci sono due strade ben definite”

      Per l’Iran ci sono “due strade ben definite”. Lo ha affermato il vicepresidente americano JD Vance in una conferenza stampa a Budapest, parlando del conflitto con Teheran. Lo riporta il Guardian. “Credo che la prima opzione sia che gli iraniani decidano di diventare un paese normale. Non finanzieranno più il terrorismo. Entreranno a far parte del sistema commerciale e di scambio globale. E questo significherà cose molto migliori per loro dal punto di vista economico”, ha spiegato. “L’opzione B è che gli iraniani non si siedano al tavolo delle trattative e rimangano fedeli al terrorismo, a terrorizzare i loro vicini, non solo Israele, ma ovviamente anche i loro vicini arabi. In tal caso, la situazione economica in Iran continuerà a essere molto, molto negativa e, francamente, probabilmente peggiorerà“, ha aggiunto.

    • 14:59

      Vance: “Iran? Obiettivi militari raggiunti, a breve la guerra finirà”

      “Gli obiettivi militari degli Stati Uniti sono stati raggiunti. Ciò significa, come ha detto il presidente, che a breve questa guerra si concluderà. E credo che la natura della conclusione dipenda in ultima analisi dagli iraniani“. Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance in conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban a Budapest.

    DEMOCRAZIA DEVIATA

    di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista