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Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”

L'annuncio a poco più di un'ora dalla deadline fissata per le 2. Il presidente su Truth: "Abbiamo raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo di pace"
Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”
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Trump estende di due settimane la scadenza dell’ultimatum. Stop ai bombardamenti

Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum per l’Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale”, afferma il presidente sottolineando che “la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l’Iran, nonché la PACE in Medio Oriente”. 

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    • 14:56

      Wsj: “Gli Usa hanno colpito più di 50 target militari sull’isola di Kharg”

      Gli Stati Uniti hanno colpito più di 50 target militari sull’isola di Kharg. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti.

    • 14:43

      Ancora Trump: “Qualcosa di meravigliosamente rivoluzionario può accadere. Lo scopriremo questa notte”

      “Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di meravigliosamente rivoluzionario può accadere, chi lo sa?”. E ancora: “Lo scopriremo questa notte, uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo – conclude il presidente americano – 47 anni di estorsione, corruzione e morte, finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo dell’Iran!”.

    • 14:21

      La minaccia di Trump: “Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita”

      “Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà“. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

    • 13:57

      Il prezzo del petrolio in rialzo dopo i raid Usa su Kharg

      Il prezzo del petrolio consolida i rialzi della mattinata dopo i raid americani sull’isola di Kharg dove transita il 90% del greggio iraniano anche se l’obiettivo, secondo i media, sarebbero le installazioni militari. Il Wti del Texas cresce dell’1,92% a 114,57 dollari la barile mentre il Brent del Mare del Nord avanza dell’1% a 110,77 dollari. 

    • 13:49

      “Diverse esplosioni” sull’isola di Kharg

      Diverse esplosioni” sulla strategica isola iraniana di Kharg. A riferirne è stata l’agenzia iraniana Mehr in una notizia rilanciata dalla Cnn senza molti altri dettagli. Anche una fonte americana citata dal giornalista di Axios Barak Ravid ha riferito di raid sull’isola, principale hub iraniano per l’esportazione del petrolio.

    • 13:48

      Il Qatar: “Vicini a un punto in cui l’escalation è incontrollabile”

      A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran e mentre sono già in corso raid su ponti e autostrade nella Repubblica islamica, il Qatar avverte che la situazione “è vicina” a un punto in cui non può più essere controllata. Dice il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari: “Avvertiamo dal 2023 che un’escalation lasciata incontrollata ci porterà a una situazione in cui non potrà più essere gestita e siamo molto vicini a quel punto. Ed è per questo che abbiamo esortato tutte le parti a trovare una soluzione, a trovare un modo per porre fine a questa guerra prima che sia troppo tardi”.

    • 13:20

      Pasadaran: “Attaccheremo oltre i Paesi del Golfo, se Usa oltrepassano linee rosse”

      Se “l’esercito terrorista degli Stati Uniti oltrepasserà le linee rosse, la nostra risposta andrà oltre la regione”: è la nuova minaccia lanciata dai Pasdaran iraniani, attraverso un portavoce citato dall’agenzia Tasnim. “Non siamo stati né saremo noi a iniziare attacchi contro obiettivi civili; tuttavia, non esiteremo a rispondere per ritorsione contro vili aggressioni di questo tipo”, ha aggiunto.
      Il portavoce delle Guardie della rivoluzione iraniane ha aggiunto che Teheran è pronta a colpire le infrastrutture “degli Stati Uniti e dei loro partner” in modo tale da far sì che “gli Usa e i loro alleati saranno privati per anni del petrolio e del gas della regione”, sostenendo che il tempo della “moderazione” è “finito”.

    • 12:29

      Commissione europea: “No ad attacchi contro infrastrutture civili, danni per milioni di persone e rischio escalation””

      L’Unione Europea “respinge con fermezza” qualsiasi minaccia o attacco “contro le infrastrutture civili essenziali”. Lo ha detto una portavoce della Commissione Europea. Tali azioni sono considerate “estremamente pericolose” in quanto rischiano di avere ripercussioni “su milioni di persone in Medio Oriente e oltre, con il rischio di provocare un’ulteriore e pericolosa escalation”. L’Ue esorta tutte le parti a dar prova “della massima moderazione”, a proteggere i civili e le infrastrutture civili e a rispettare “pienamente il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario”.

    • 12:03

      Cremlino: “Un numero enorme di Paesi chiede forniture energetiche alla Russia”

      La Russia ha ricevuto un numero enorme di richieste di approvvigionamento energetico e sono in corso trattative. Lo ha riferito ai giornalisti Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo, in risposta a una domanda sull’effettiva attuazione delle rotte di approvvigionamento alternative, che il presidente Vladimir Putin aveva proposto di valutare durante un incontro sulla situazione del mercato petrolifero.Crem,i

    • 12:00

      Media Usa: “La giornalista Shelly Kittleson prigioniera in Iraq di gruppo filo iraniano”

      Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita la scorsa settimana a Baghdad, sarebbe ancora viva e tenuta prigioniera da un gruppo paramilitare locale con legami con l’Iran, secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza irachena.
      Di Kittleson non si hanno notizie dal 31 marzo, giorno del suo rapimento, ricorda il quotidiano statunitense, e le sue condizioni sono sconosciute. Funzionari statunitensi e iracheni ritengono che sia tenuta prigioniera da Kataib Hezbollah a Jurf al-Sakhar, la sua roccaforte a circa 60 chilometri a sud di Baghdad, forse per impedire i raid aerei statunitensi nella zona, secondo tre persone a conoscenza della situazione. Kataib Hezbollah, considerata la milizia più potente in Iraq, non ha del resto rivendicato pubblicamente il suo rapimento, non ha fornito prove della sua sopravvivenza né ha avanzato richieste in cambio del suo rilascio. Il Wp non ha ricevuto commenti né dall’Fbi né dal Dipartimento di Stato.
      Funzionari statunitensi stanno spingendo le loro controparti irachene ad agire contro la milizia sciita, secondo quanto riferito da alcune fonti. Influenti politici sciiti della regione sono in contatto con il gruppo e stanno cercando di ottenere la liberazione di Kittleson.
      Nel contesto della guerra contro l’Iran, le forze statunitensi nelle ultime settimane hanno lanciato attacchi aerei su Jurf, uccidendo membri delle milizie. Dopo il rapimento di Kittleson gli attacchi sarebbero cessati.

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