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Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”

L'annuncio a poco più di un'ora dalla deadline fissata per le 2. Il presidente su Truth: "Abbiamo raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo di pace"
Iran, Trump rinvia l’ultimatum di due settimane e ferma i bombardamenti: “A condizione dell’apertura completa dello Stretto di Hormuz”
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Trump estende di due settimane la scadenza dell’ultimatum. Stop ai bombardamenti

Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum per l’Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale”, afferma il presidente sottolineando che “la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l’Iran, nonché la PACE in Medio Oriente”. 

Momenti chiave

    • 11:31

      Idf bombardano 7° ponte sul fiume Litani nel Libano del sud

      Le Forze di Difesa Israeliane hanno bombardato un altro ponte sul fiume Litani, che a loro dire veniva utilizzato da Hezbollah per far transitare militanti e armi nel Libano meridionale. Si tratta del settimo attraversamento fluviale bombardato dall’esercito nel contesto dei combattimenti in corso. “Le Forze di Difesa Israeliane hanno colpito ieri un altro valico strategico utilizzato dai terroristi di Hezbollah per spostarsi da nord a sud del fiume Litani e per trasferire armi, razzi e lanciatori per sferrare attacchi terroristici contro le truppe israeliane”, si legge in un comunicato dell’esercito.

    • 11:06

      Media: “Raid su aeroporto iraniano di Khorramabad”

      Raid hanno colpito l’aeroporto di Khorramabad, in Iran. Lo riferiscono media iraniani, come rilanciano la tv satellitare al-Jazeera e la Bbc a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, che non manca di ‘risponderè. La città di Khorramabad si trova nella provincia del Lorestan.

    • 10:15

      Ong Usa: “In Iran quasi 3.600 morti, metà civili, inclusi 248 bambini”

      Quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran dall’inizio della guerra lo scorso 28 febbraio, tra cui almeno 1.665 civili. Lo riporta l’Hrana, ong in difesa dei diritti umani con sede negli Stati Uniti che si occupa di monitorare abusi in Iran. Tra le vittime, almeno 248 erano bambini, ha affermato l’ong fondata da attivisti iraniani.
      Almeno 49 civili sono stati uccisi e altri 58 feriti ieri, secondo l’ong, che ha registrato 573 attacchi in 20 province in 24 ore, il numero di attacchi più alto registrato negli ultimi dieci giorni.

    • 10:11

      Media: “Esplosioni a a Qom, dove sarebbe ricoverato Khamenei”

      Forti esplosioni sono state registrate a Teheran e a Qom, dove secondo fonti dell’intelligence americana e iraniana sarebbe ricoverato Mojtaba Khamenei in gravi condizioni. Lo riferiscono media iraniani tra cui l’agenzia di stampa Mehr.

    • 10:10

      Pezeshkian: “14 milioni di iraniani pronti a combattere”

      “Oltre 14 milioni di fieri iraniani hanno dichiarato, fino a questo momento, la loro disponibilità a sacrificare la propria vita in difesa dell’Iran” e a combattere nella guerra lanciata lo scorso 28 febbraio da Stati Uniti e Israele. Lo ha scritto in un post su ‘X’ il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, affermando che “anch’io sono stato, sono e sarò pronto a sacrificarmi per l’Iran”. 

    • 10:03

      Birol (Agenzia internazionale dell’energia): “Mai sperimentata crisi energetica di questa portata”

      L’attuale crisi energetica dovuta alla guerra in Iran “è più grave di quelle del 1973, del 1979 e del 2022 messe insieme”. Lo ha affermato a Le Figaro, Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie). “Oggi sono molto pessimista perché questa guerra sta bloccando una delle arterie dell’economia globale. Non solo petrolio e gas, ma anche fertilizzanti, prodotti petrolchimici, elio e molte altre cose. Il mondo non ha mai sperimentato un’interruzione delle forniture energetiche di questa portata”, ha affermato. Secondo Birol, saranno “i Paesi in via di sviluppo a essere maggiormente colpiti”, a causa “degli alti prezzi del petrolio, del gas e dei prodotti alimentari, e dell’accelerazione dell’inflazione” pertanto “la loro crescita economica ne risentirà gravemente”. Quanto alle scorte di petrolio rilasciate” questi 400 milioni di barili rappresentano il più grande rilascio di scorte nella storia, ma costituiscono solo il 20% delle nostre riserve. Ne abbiamo ancora l’80% a disposizione. Lo useremo se necessario, ma spero che non accada”, ha dichiarato Birol. “Stiamo lavorando a molte soluzioni: stiamo rilasciando scorte, stiamo proponendo misure di risparmio petrolifero e ci stiamo impegnando nella diplomazia energetica – ad esempio, sono in contatto con i ministri saudita, brasiliano, indiano e molti altri”, ha concluso.

    • 09:36

      Idf: “Colpito impianto petrolchimico nel sud dell’Iran”

      L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un altro impianto petrolchimico a Shiraz, nel sud dell’Iran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che l’impianto veniva utilizzato per la produzione di acido nitrico, definendolo “materiale critico utilizzato nella produzione di esplosivi e altri materiali essenziali per la fabbricazione di missili balistici”. 

    • 09:34

      Borse asiatiche caute su nuovo ultimatum a Iran

      Borse asiatiche caute sul nuovo ultimatum del presidente Usa Donald Trump all’Iran. Poco mossa la Borsa di Tokyo, con il Nikkei che chiude piatto a +0,03%. Mentre Seul guadagna lo 0,82%. Deboli le cinesi con Shanghai +0,26% e Shenzen +0,36%. Chiusa per festività la borsa di Hong Kong.

    • 09:19

      Crosetto: “Temo escalation per la follia umana, non abbiamo imparato nulla dall’atomica su Hiroshima”

      “Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo. È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere. E questo pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora. Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perché so che l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, in un’intervista al quotidiano ‘Il Corriere della Sera’.
      “Il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore. Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo. Credo semplicemente che dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi. Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo. L’Iran degli ayatollah, a capo dell’integralismo, anti occidentale, che teneva sotto scacco ogni libertà era un problema di tutti. Con questa guerra decisa in due senza confronto e legittimità internazionale gli hanno fatto un regalo. Su tempi e modi sarebbe stata utile meno approssimazione. – continua Crosetto – L’Europa fa ciò che può ma non mi pare con successo. Intanto ognuno dovrebbe fare la propria parte. Io rivendico che l’Italia abbia preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni”.
      “L’Italia non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti. Soltanto chi è stupido può pensare che si possa rompere questa alleanza. Pensiamo a oggi, pensiamo all’Iran che decida di reagire lanciando un razzo contro di noi. Se non ci fosse la difesa della Nato ogni Paese rischierebbe molto di più e sarebbe molto più indifeso. – prosegue Crosetto – Non credo che Trump possa uscire dalla Nato. Gli servirebbe il voto del Congresso e dubito che sarebbe favorevole. Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi. In questo momento non siamo in grado di reagire tutti insieme sostituendoli. Dialogo, attività diplomatica. Trump ha l’agenda dettata dalla volontà di vincere in fretta anche perché dovrà confrontarsi con le elezioni di Midterm. Questa guerra sta mettendo a rischio anche gli Stati Uniti nella loro leadership mondiale”.

    • 09:10

      Arabia Saudita: “18 droni intercettati e distrutti”

      L’Arabia Saudita afferma di aver intercettato almeno 18 droni d’attacco iraniani nelle ultime ore. In un post su X, il ministero della Difesa di Riad ha affermato che tutti e 18 i droni sono stati distrutti

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