Ogni mattina all’alba, in un mercato locale della provincia rurale dello Shandong, a sud di Pechino, si ripete una scena insolita. Tra i banchi di frutta e verdura, decine di ammiratori si mettono in fila davanti a un giovane venditore per acquistare cavolfiori, germogli di soia e insalata, per poi chiedergli fotografie e autografi. Quel venditore è Xu Peng, 30 anni, diplomato alla prestigiosa Accademia Centrale di Drammaturgia e, fino a pochi mesi fa, attore di punta nella prolifica industria cinese dei micro-drama (le serie tv in formato verticale). Oggi, la sua carriera è stata stroncata dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale.
Fino all’inizio dell’anno, Xu Peng era una star molto richiesta. Famoso per l’interpretazione del classico ruolo del “CEO autoritario”, si era imposto nel fiorente settore dei drammi brevi, partecipando a titoli di grande successo in streaming come Mio fratello è nella squadra di nuoto, Fiume di sangue, Viaggio verso l’amore e La leggenda di Zhuohua. All’apice della popolarità, i suoi ritmi di lavoro a Hengdian (nella provincia dello Zhejiang, il centro nevralgico della produzione televisiva e cinematografica cinese) raggiungevano le 15-16 ore al giorno.