"Anche gli spacciatori iniziarono a compatirmi" - 4/7
Il vero campanello d’allarme, racconta Gill, non arrivò da un momento di lucidità personale, ma da uno sguardo esterno: quello delle persone che frequentava ogni giorno nel mondo della droga.
“Pensavo di essere superiore ai tossicodipendenti, agli spacciatori, ma a un certo punto hanno iniziato a considerarmi al di sotto di loro: un disgraziato disperato in cerca dell’ennesima dose. Alla fine è stato proprio il mio spacciatore, che aveva fatto anni di carcere per aver accoltellato il suo socio, a dirmi che avevo bisogno di aiuto”.