Il padre sapeva, ma non poteva salvarlo - 3/7
Il legame più intenso e straziante del racconto è quello con il padre, AA Gill, morto nel 2016 a 62 anni per un cancro, egli stesso ex alcolista e tossicodipendente in recupero. Alasdair è convinto che il padre intuisse tutto, proprio perché ci era passato prima di lui.
“Spesso i tossicodipendenti sobri sono più lucidi di chi non ha mai conosciuto la dipendenza da vicino. Mio padre sapeva che non poteva fare nulla, se non tenere la porta aperta per me. Non si può forzare un tossicodipendente verso la sobrietà: non ho mai sentito di nessuno diventato sobrio solo perché qualcun altro lo desiderava”, racconta.
Quando il padre era ormai morente in ospedale, Alasdair non si allontanò mai dal suo capezzale, dormendo per terra accanto a lui fino all’ultimo respiro. “L’ho lasciato solo due volte: una per incontrare il mio spacciatore al pronto soccorso, l’altra perché mio padre aveva una riunione degli Alcolisti Anonimi online”, racconta senza alcuna ironia.
Nonostante il dolore per la perdita “sentivo il petto spaccarsi in due”, non bastò a farlo smettere: sarebbero passati altri quattro anni prima che toccasse davvero il fondo.