Si chiama Alasdair Gill, ha 33 anni, fa il cuoco ed è figlio di due personaggi che in Gran Bretagna sono popolarissimi: il compianto critico gastronomico AA Gill e l’ex ministra conservatrice Amber Rudd. Per un decennio, però, la sua vita è stata tutt’altro che quella di un rampollo dell’alta società: notti passate sui pavimenti di sconosciuti, overdose sfiorate, un fegato ridotto “a un patè”. Oggi, sobrio da sei anni, Gill ha deciso di raccontare tutto in un libro “Knives And Spoons: A Chef’s Story Of Kitchens, Addictions And Mayhem” e il Daily Mail anticipa alcuni contenuti.
Il teatro della sua discesa agli inferi è stato il Misty River Hotel: una palazzina georgiana di sei piani a due passi da Kensington Palace, incastonata tra le ambasciate del quartiere più esclusivo di Londra. Da lontano sembrava un edificio signorile come i suoi vicini. Da vicino, la facciata scrostata e la vernice che si staccava dal portico raccontavano un’altra storia.
“Sembrava un albergo qualunque, ma apparteneva a una famiglia di tossicodipendenti completamente allo sbando, che si nascondeva alla luce del sole. Lì dentro ho visto passare nobili, degenerati, lord, sopravvissuti alla scena punk degli anni Ottanta“, racconta oggi Gill.
Nel seminterrato dell’edificio si smerciava cocaina, ketamina, pillole e acido “a sufficienza per un viaggio lungo mesi senza mai uscire dalla stanza”. Al piano superiore, sua madre gestiva il mercato delle sostanze più pesanti: eroina, pipe, siringhe. “Con quasi tutti loro, prima o poi, ho avuto un problema”, ammette il cuoco.