Cinquantacinque anni, oltre dieci di carriera come paramedica alle spalle, centinaia di vite salvate prendendo decisioni in pochi secondi. Eppure a Nikki Reynolds, dopo il licenziamento, sono bastate poche settimane di disperazione per finire nella Rete di una banda di truffatori che le ha portato via 3.000 sterline, gli ultimi risparmi suoi e quelli della figlia. Lo riporta il Daily Mail.
Reynolds lavorava da anni per un’azienda di ambulanze private quando è arrivata la notizia: il servizio sarebbe passato sotto il controllo del Servizio Sanitario Nazionale britannico e tutto il personale avrebbe dovuto ricandidarsi per il proprio posto. Poche ore dopo l’annuncio, la suocera della donna è morta. La settimana successiva, mentre la famiglia era ancora travolta dal lutto e dalle spese del funerale, è arrivato il secondo colpo: il licenziamento con effetto immediato.
Da tempo la situazione economica della famiglia della donna era molto precaria. Il compagno Simon aveva lasciato il lavoro per assistere a tempo pieno i genitori malati di demenza, lasciando che fosse Reynolds, l’unica fonte di reddito della famiglia. Con lo stipendio svanito, i risparmi accumulati in vent’anni insieme hanno cominciato ad assottigliarsi rapidamente.
Da quel momento è iniziata una caccia al lavoro forsennata: oltre 1.000 candidature inviate, quasi tutte respinte o rimaste senza risposta. Troppo qualificata per fare l’assistente domiciliare (“sapevo addirittura fare una tracheotomia in un parcheggio”), non abbastanza per riempire scaffali al supermercato: la donna racconta di essersi convinta che, semplicemente, essere una “donna di una certa età” bastasse a escluderla da qualsiasi selezione.