Barbareschi: "Facevo sesso anche tre volte al giorno, sono stato totalmente infedele" - 3/6
Il passato sentimentale delineato al Corriere è bulimico. “Avevo un’esuberanza sessuale incontenibile, facevo sesso anche tre volte al giorno. Ero bello. Eppure da ragazzo mi sentivo bruttissimo, col nasone, insicurissimo”, racconta. A quel tempo gestiva le relazioni con un approccio sistematico: “Ne frequentavo 7 o 8 nello stesso momento. Un professionista, tenevo una mappatura per ogni città, Parigi, Londra, New York. Con Patrizia, la prima moglie, sono stato totalmente infedele. Pure lei, erano gli anni Settanta”.
Un modello di vita condiviso con star internazionali, come ricorda citando un celebre collega: “Warren Beatty ci dava spesso buca a cena, a me e a Polanski, Roman si arrabbiava parecchio. Sempre per colpa di una donna. Era bello, di talento, simpatico, ben dotato, credo che si sia fatto tutta la California. Mi disse: “In fondo Luca, qual è il nostro vero lavoro? Le donne, mica il cinema, quello è un hobby””. Ma è proprio nella sfera affettiva che Barbareschi individua la colpa imperdonabile. Rispondendo su quale errore non rifarebbe, ammette: “Non mi separerei da mia moglie incinta della terza figlia — Angelica ci ha messo 30 anni a superare il trauma — per scappare con una ragazza di 24 anni che ha appena avuto due gemelle da un altro”. Parla della lunga relazione con Lucrezia Lante della Rovere: “Per lei persi il bene della ragione. Fu un amore egoista, anche se non rinnego nulla, dieci anni meravigliosi. Vivevamo in una grande casa a Capalbio, io, lei e cinque ragazzine. Una delle mie figlie un giorno disse: “Ora salgo sull’albero e mi butto giù, così resto paralitica e tu devi tornare con mamma””.
A chi gli chiede perché non riprovarci, risponde in modo definitivo: “No, è finita. Ci vogliamo molto bene, però siamo contenti di fare due vite separate. A 70 anni hai priorità diverse. Il sesso, l’amore: non sono più quella cosa lì. Mi manca dormire abbracciato alla persona che amo. In fondo sono un uomo da matrimonio, mi piace condividere”. E aggiunge con realismo logistico: “Va bene, il matrimonio in sé è un orrore, però ho bisogno di una compagna. Ho 700 metri di casa che per spostarsi serve il monopattino”.
Oggi, archiviata una relazione recente (“C’era [una donna giovane, ndr]. L’ho aiutata a scappare da me”), la sua situazione sentimentale ha confini diversi: “Ora frequento una signora sui 50, bella, elegante, affettuosa. Però ha due figli grandi e io non ho più l’energia fisica e mentale per star loro dietro”. E sulle differenze generazionali precisa: “Non creda. I 25 anni di oggi sono i 14 di una volta. Io a 18 vivevo in un barber shop di New York, senza soldi per mangiare, col coltello sempre in tasca”.