“Sono autodistruttivo, sparisco per giorni, incazzato con il mondo. È difficile stare con uno che non sai cosa ha in testa e rischia di farsi del male. In quei momenti voglio morire. Magari bevo tre bottiglie di whisky e guido a 180 all’ora“. Inizia così, in modo frontale e spogliato di qualsiasi retorica, il resoconto esistenziale che Luca Barbareschi ha consegnato al Corriere della Sera nel giorno del suo settantesimo compleanno.
L’attore ripercorre una biografia estrema, strutturata attorno agli eccessi giovanili e chiusa, oggi, nei confini di un isolamento personale.